La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERARIFLESSIONE SUL VANGELO DI QUESTO SABATO – La missione di Gesù non finisce con la sua persona, come avveniva di solito nell’Antico Testamento. Abramo ebbe come continuatore della sua missione il figlio Isacco. Ad Isacco successe Giacobbe e così via. Con la nascita del popolo del Signore al Sinai, Mosè era il grande mediatore tra Dio e i figli di Israele. Lui ebbe un solo successore: Giosue: “Il Signore disse a Mosè: «Sali su questo monte degli Abarìm e contempla la terra che io do agli Israeliti. Quando l’avrai vista, anche tu sarai riunito ai tuoi padri, come fu riunito Aronne tuo fratello, perché vi siete ribellati contro il mio ordine nel deserto di Sin, quando la comunità si ribellò, e non avete manifestato la mia santità agli occhi loro, a proposito di quelle acque». Sono le acque di Merìba di Kades, nel deserto di Sin. Mosè disse al Signore: «Il Signore, il Dio della vita di ogni essere vivente, metta a capo di questa comunità un uomo che li preceda nell’uscire e nel tornare, li faccia uscire e li faccia tornare, perché la comunità del Signore non sia un gregge senza pastore». Il Signore disse a Mosè: «Prenditi Giosuè, figlio di Nun, uomo in cui è lo spirito; porrai la mano su di lui, lo farai comparire davanti al sacerdote Eleàzaro e davanti a tutta la comunità, gli darai i tuoi ordini sotto i loro occhi e porrai su di lui una parte della tua autorità, perché tutta la comunità degli Israeliti gli obbedisca. Egli si presenterà davanti al sacerdote Eleàzaro, che consulterà per lui il giudizio degli urìm davanti al Signore; egli e tutti gli Israeliti con lui e tutta la comunità usciranno all’ordine di Eleàzaro ed entreranno all’ordine suo». Mosè fece come il Signore gli aveva ordinato; prese Giosuè e lo fece comparire davanti al sacerdote Eleàzaro e davanti a tutta la comunità; pose su di lui le mani e gli diede i suoi ordini, come il Signore aveva detto per mezzo di Mosè” (Num 27,12-23). Con Aronne nacque la successione sacerdotale, per discendenza e così anche con Davide, nacque quella regale.

La profezia era senza alcuna successione. Solo Elia ebbe un successore: “Partito di lì, Elia trovò Eliseo, figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo. Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: «Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò». Elia disse: «Va’ e torna, perché sai che cosa ho fatto per te». Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con la legna del giogo dei buoi fece cuocere la carne e la diede al popolo, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio” (1Re 19,19-21).
Con Gesù non vi è più alcuna successione né regale, né profetica e né sacerdotale. Vi è invece partecipazione e continuazione della sua unica e sola missione di salvezza. Gesù è il solo Redentore, il solo Salvatore, il solo Mediatore, il solo Datore dello Spirito Santo, la sola Via, la sola Verità, la sola Vita, la sola Grazia, la sola Giustificazione, la sola Figliolanza. Tutto è Lui e tutto deve avvenire in Lui, con Lui, per Lui. Lui associa alla sua unica e sola missione molti altri uomini, fino alla consumazione della storia. Come Cristo Gesù è solo ed unicamente opera del Padre, così tutti coloro che dovranno essere associati a Lui dovranno essere opera esclusiva del Padre. Gesù vuole però che siamo noi a chiedere al Padre quest’opera per mezzo di una incessante e ininterrotta preghiera. Noi metteremo l’intercessione e il Padre metterà la sua opera.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, pregate il Padre per noi.

(Movimento Apostolico – Rito Romano)

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