Intervento per Papaboys.org del Sen. Maurizio Gasparri sulla famiglia

maurizio_gasparriOggi pomeriggio manifestazione a Roma per la famiglia. Abbiamo chiesto al Senatore Maurizio Gasparri un suo commento per introdurci nel clima che si vivrà. Un clima non fatto di ‘politica’ ma di sostegno trasversale della società civile e delle Istituzioni alla famiglia naturale, quella famiglia nella quale ciascuno di noi è cresciuto ed è chiamato a vivere nel futuro.

L’intervento scritto per Papaboys.org dal Senatore Gasparri

Risvegliare la coscienza degli italiani. Credo sia questo il vero scopo della manifestazione in programma sabato a Roma. Un’occasione per fare chiarezza su alcune questioni sociali ed etiche ma che hanno investito anche il ruolo dei legislatori. Da cattolico impegnato in politica è mio dovere fare luce su questi aspetti per riaffermare alcuni principi e difendere valori come la famiglia e quindi la vita. Non posso non notare come da anni si stia tentando anche nel nostro Paese una sistematica demolizione della famiglia, minacciata da più fronti: quello legale, quello morale e non ultimo quello biologico.

Sono diverse le proposte di legge in tal senso e il dibattito politico è periodicamente interessato da temi come le unioni omosessuali o le adozioni da estendere anche ai gay. D’altra parte la stessa manifestazione di sabato nasce anche per dare un contributo di chiarezza rispetto ad un tema, quello dell’omofobia, sul quale si fa facile demagogia. E’ il caso della proposta di legge Scalfarotto. Nata sull’onda d’urto di alcuni deplorevoli episodi di cronaca, questa legge è in realtà una vera e propria gabbia per la libertà di pensiero. Il rischio è che chiunque abbia da dire qualcosa contro l’ipotesi di matrimonio omosessuale o l’adozione per le coppie dello stesso sesso rischia di essere perseguito. Ciò che sconcerta è che gli stessi fautori della libertà di pensiero ad ogni piè sospinto sono anche coloro che sostengono una legge tanto restrittiva. Quello che a noi preme sottolineare è che, al di là della cronaca drammatica che purtroppo si ripete con episodi di violenza e di deplorevole intolleranza nei confronti degli omosessuali, un principio su tutti va riaffermato: quello della famiglia. Se con la proposta Scalfarotto si vuole infatti imprimere nella nostra società un’inversione di tendenza per cui si demolisce il concetto antropologico, biologico, culturale e anche giuridico della famiglia, allora noi non ci stiamo. Sostenere la libertà di espressione, peraltro ampiamente tutelata dalla nostra Costituzione all’articolo 21, vuol dire innanzitutto riconoscere che la nostra società è fondata sull’unione tra un uomo e una donna, sulla famiglia. Ed è nostro dovere riaffermare questi principi, fermo restando il totale disprezzo per ogni atteggiamento di violenza o di umiliazione dettato da motivazioni di carattere sessuale. Ma su un punto noi cattolici impegnati in politica dobbiamo essere chiari. In quanto legislatori più di una volta ci siamo trovati di fronte alla questione dei diritti civili delle cosiddette coppie di fatto anche omosessuali.

E’ fuori di dubbio che si possano riconoscere alcuni diritti, pensiamo a quelli patrimoniali ad esempio. Tuttavia dobbiamo prima di tutto difendere la realtà delle famiglie, quelle formate da un padre, una madre e dei figli. La famiglia crea la vita, intesse quel legame tra le generazioni che è base e futuro della storia dell’uomo. Questa è la realtà che dobbiamo sostenere e difendere attraverso politiche mirate. Ci sono famiglie disagiate, umiliate dalla povertà, distrutte da drammi come le dipendenze. La politica ha il dovere di farsi carico di questi problemi e creare quelle condizioni sociali e materiale per garantire sostegno e dignità alla famiglia. Se non riusciamo in questo il nostro compito di legislatori può ritenersi fallito.

 

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