In Siria continua la strage dei Bambini

 

Siria3Cinque bambini sono stati uccisi e ventisette persone sono rimaste ferite da una serie di colpi di mortaio che hanno colpito una scuola a Damasco. Lo ha riportato le televisione siriana di Stato, definendo “terrorista” l’attacco che ha avuto come bersaglio la scuola intitolata a San Giovanni Damasceno, nel quartiere a maggioranza cristiana di Qassaa. L’agenzia ufficiale Sana ha riferito che un altro razzo ha colpito uno scuolabus a Bab Touma, altro sobborgo di Damasco a maggioranza cristiana: cinque alunni sono rimasti feriti. Nella stessa zona un colpo di mortaio ha colpito la chiesa della Croce. Altre tre persone sono state uccise da un razzo, sempre nel centro della capitale. Come accade ormai quotidianamente, il centro antico e quello moderno di Damasco sono presi di mira da una pioggia di colpi di mortaio sparati dai ribelli che assediano la capitale dai sobborghi solidali con la rivolta. Ieri, un colpo di mortaio aveva ucciso un uomo e quattro dei suoi figli. I Siriani non ne possono più: del terrorismo, delle menzogne e del cinismo dell’autonominata opposizione “siriana”. Non ne posso più dei gruppi finanziati, armati e addestrati dagli “amici della Siria” inviati nel paese per devastarlo; per rubare ogni bene (silos di Grano, i macchinari delle Fabbriche, i reperti archeologici, ecc…); terrorizzare, minacciare con armi e violenze indicibili, torturare, sequestrare civili ed usarli come scudi umani, rapire per estorsioni, massacrare i civili, piazzare bombe in luoghi pubblici e frequentati. Non ne possono più di vedere invaso il proprio paese da stranieri camuffati da patriottici, delle sanzioni imposte dalla grandi potenze atte a causare morte per fame e malattie. Non ne possono più di vedere morire i propri cari; delle menzogne divulgate dai media degli “amici della Siria” sulla tragedia che colpisce ogni giorno il paese.

Siria bamini 1

 

La tragedia della Siria riguarda tutti. Non lasciamoci affascinare o tranquillizzare dalle scarse e false notizie rassicuranti che arrivano tramite i mezzi di comunicazione. Ascoltiamo la voce del popolo che grida aiuto. Invitiamo pertanto tutti ad incoraggiare il tavolo delle trattative “Ginevra 2” a cui la Santa Sede a già aderito. Promuoviamo la cultura della pace, del dialogo. Salviamo questo popolo dalla distruzione certa. Chi colpisce i bambini non vuole il progresso, ma la morte e la distruzione. Chi promuove l’infanzia e cerca di tutelarla,  desidera il bene e lo sviluppo.  Come diceva Giovanni Paolo II: “mai più guerra in nome di Dio, ma solo pace e dialogo”. DonSa

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