Dopo Assisi nulla sarà come prima. La rivoluzione del Papa «povero»

Papa Francesco Assisi 3 ottobre 2013ASSISI – Il vescovo di Perugia: «Da questa visita la nuova rotta della Chiesa» – «Dal 5 ottobre la Chiesa mondiale potrebbe non essere più la stessa». Monsignor Gualtiero Bassetti, il toscano (di Popolano di Marradi) arcivescovo di Perugia, si mostra ben conscio dell’importanza universale della visita di Papa Francesco ad Assisi in programma per il giorno della ricorrenza del Santo poverello. «Davanti ai nostri occhi – afferma il vicepresidente della Cei – passano cambiamenti epocali che ci coinvolgono ogni giorno come uomini del nostro tempo. Dall’Umbria, da Assisi, il Pontefice, che questi cambiamenti sembra aver colto nel profondo, potrebbe tracciar ufficialmente la nuova rotta della Chiesa. E da quella visita nulla potrebbe essere più come prima». Eccellenza, sulla base di quali elementi può affermare ciò? «Che non si tratti di una normale visita pastorale è sotto gli occhi di tutti. Dietro l’arrivo del Santo Padre nella città serafica non c’è solo e soltanto uno scopo pastorale quanto, piuttosto, l’espressione della volontà personale del Pontefice di ispirare il proprio cammino, e quindi la Chiesa da lui rappresentata, alla vita ed ai pensieri del Santo Francesco».

Siamo, insomma, alle soglie di una vera e propria rivoluzione… «Che possa essere così ce lo segnala soprattutto il filo sottile ma tenacissimo che lega la missione spirituale di Papa Francesco a quella di un suo illustre predecessore, Papa Giovanni XXIII. Francesco torna al Concilio e torna, dunque, ad aprire le porte della Chiesa. Molti segnali fanno notare agli osservatori più attenti come la volontà sia proprio quella di avviare una primavera della Chiesa capace di trasformarsi in una conversione pastorale che coinvolga tutti, il clero in primis». E in quali segnali tangibili si tramuterà ad Assisi questa volontà papale di riscoprire le radici genuine della Chiesa più viva, più tenera e più misericordiosa? «Il Papa lo ha chiaramente detto a monsignor Sorrentino (vescovo di Assisi, ndr), ha detto cioè di volersi raccogliere in preghiera nella Sala della Spoliazione, quella nella quale Francesco si liberò di ogni avere e di ogni orpello terreno.

Vicino a lui in quell’occasione ci saranno soltanto i poveri, che giungeranno da tutte le diocesi umbre. Ecco, dunque, la vera missione del Papa: agire nei confronti del mondo con la medicina della Misericordia». Eccellenza, si parla di possibili gesti estemporanei del Papa ad Assisi, che giungerà in elicottero e per prima cosa incontrerà i ragazzi malati e bisognosi dell’Istituto Serafico… «E’, questo, un Pontefice che guarda alle periferie, che sono periferie territoriali ma anche periferie umane. Con lui tutto può accadere, ma è chiaro che ogni suo gesto al cospetto di San Francesco avrà un significato particolare. E soprattutto avrà il significato della concretezza spirituale». Non sarà un’Assisi blindata quella che accoglierà il Papa. Ci saranno, sì, dieci chilometri di transenne, ma Comune e addetti alla sicurezza stanno lavorando alacremente per evitare ogni possibile separazione. Francesco insomma intende davvero abbracciare la «sua» gente, nel corpo e nell’anima. E Assisi è pronta a ricambiare quell’abbraccio.(La Nazione)

3 COMMENTI

  1. Caro Francesco,
    felice di quello che stai facendo.
    Una chiesa ricca mi ha sempre scandalizzato, sono un medico e ho lavorato sempre per i poveri e gli emarginati, con Madre Teresa e andando spesso in Africa con varie congregazioni religiose.
    Coraggioe avanti per questa bellissima strada del poverello di Assisi, che si chiama come te e come me.
    Grazie Papa Francesco
    Francesco Mazza

  2. Caro Papi, sei meraviglioso con le tue catechesi sto capendo meglio il vangelo,come vorrei anch’io darti un bacio e abbracciarti,anch’io sono disabile, ma non fa niente mi accontento di vederti in televisione.Bacioni

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