Dalla fine del Mondo – In diretta con Padre Angelo dal Guatemala

unnamed (2)Con questa lettera bellissima del missionario Padre Angelo (nella foto) che giunge in redazione da Tacanà in Guatemala, iniziamo a proporre su Papaboys.org questa sezione in omaggio a Papa Francesco che si intitola “Dalla fine del mondo”. Sono le parole nelle quali il Santo Padre si è identificato nel giorno della Sua Elezione, e sono il nome della rubrica che ci racconterà la Chiesa vista con il cuore dalle periferie esistenziali, quelle che fanno poco rumore e tanto bene. Ecco la lettera che arriva da Padre Angelo.

 

Ancora un Natale in Guatemala, a Tacanà dove sono insediato da due anni e dove con la benedizione di Dio mi impegno per portare il Vangelo e mi sforzo di realizzare progetti finalizzati a rendere la vita di questo popolo meno dura, più accettabile, donando loro la speranza per un futuro ricco di cambiamenti. Con l’aiuto di molti, stiamo operando per promuovere l’orto familiare, la piccola fattoria con mucche da latte, capre, maiali e galline da uovo, attività impiantate per lottare contro la povertà e la denutrizione. Abbiamo istituito, con l’appoggio del ministero dell’agricoltura, un corso di agronomia, al termine del quale si consegue  un attestato di diploma., affinché i giovani possano essere formati in maniera professionale e competente. In questa terra, oltre la povertà economica, lavorativa e assistenziale, esiste anche la povertà culturale da cui scaturisce ogni piaga sociale, in assenza della cultura non si può sperare di ottenere dei cambiamenti radicali, i potenti sfruttano l’ignoranza per i propri interessi e tendono a mantenere il popolo nella condizione di analfabetismo ed incompetenza per poterlo sottomettere in ogni occasione.

L’opera missionaria, invece sollecita i poveri ad andare a scuola e spesso realizza scuole dove possono essere istruiti bambini e giovani. E’ bello poter vedere contadini che non sanno ne leggere ne scrivere partecipare ai corsi di formazione, desiderare di progredire, di imparare, di poter formare un senso critico verso le problematiche sociali e lavorative. Il mio sogno, è quello di poter realizzare una cooperativa di lavoro affinché i giovani di Tacanà possano un giorno, da soli, provvedere al loro mantenimento e per ottenere questo, istruirli è essenziale e per questo, spero che presto dall’Italia vengano docenti universitari in agronomia a dare qualche orientamento e delle lezioni agli studenti del corso istituito. Il momento dell’inaugurazione della clinica di primo soccorso per i bambini denutriti non è tanto lontano, nonostante vi sia il supporto del ministero della salute, i problemi si susseguono e ne è subentrato uno burocratico che per il momento ha bloccato i fondi delle organizzazioni ma siamo in attesa del Convegno della Repubblica perché trovi una strategia per sbloccarli.

I lavori di restaurazione sono terminati ma la clinica ha necessità di avere le apparecchiature diagnostiche necessarie per lo svolgimento delle cure mediche e dei suppellettili. Gli abitanti di tacanà, stanno lavorando alacremente affinché i campi diano i loro frutti, gli animali producano i loro prodotti e la clinica sia inaugurata. Attraverso l’esercizio del ministero sacerdotale con l’aiuto di Dio, alla luce del Vangelo, cerco di trasformare le relazioni umane, educando le persone alla giustizia e alla pace, sollecitando le istituzioni a guardare ai problemi degli abitanti delle comunità che mi sono state affidate. Le famiglie a cui vado a fare visita stentano a vivere, devono affrontare ogni giorno serie difficoltà in quanto manca loro ciò che è essenziale come il cibo, la casa, il lavoro, l’assistenza sanitaria e le medicine.

Cerco, attraverso il dialogo, di comprendere la loro identità culturale, annunciando la Parola dono loro la possibilità di vivere in maniera pacifica  e con la solidarietà dei benefattori italiani e non, offro degli aiuti concreti per superare gravi difficoltà. L’amore, è formato da tante piccole cose ma soprattutto dal coraggio di andare “oltre”, di guardare “oltre” le apparenze, rispondendo “Si” alla chiamata di Gesù con la fedeltà, decidendo seriamente, in maniera matura di vivere il Vangelo. Il mio desiderio per questo Natale, è comunicare la mia gioia agli altri, testimoniare con la vita quanto sia felice perchè non tutti conoscono la felicità che dona la follia dell’amore di Dio. Quando torno dopo aver viaggiato per numerosissime ore per raggiungere un’aldea e sono sporco, maleodorante, affamato, stanco, quell’amore mi pulisce, profuma, ritempra, rigenera. Sono felice della felicità che mi donano i poveri, dello stare al loro fianco, di condividere le loro difficoltà, i dolori, le conquiste, le gioie. L’amore è una sana e bella follia, l’amore è irrazionalità, l’amore è amore e basta, senza ma o perché: solo amore. Lo ricevi e lo doni, è tutt’uno, è Dio che entra dentro, che parla che urla, che piange che ride, che stona che canta, e  qualunque cosa faccia la fa con te e ti dice sempre e comunque che ti AMA! Ed è per questo amore che devi andare avanti, non devi mollare perché Lui è con te, sei forte perché c’è Lui e se perdi Lui non ti lascia, devi riprovare, fare del tuo meglio, ciò che puoi… a Lui non importa se le cose che fai siano grandi o piccole gli interessa solo il tuo amore, speso per gli altri. Penso alla follia dell’amore di Giuseppe e Maria: la fede, la fiducia. Credere di attendere il figlio di Dio, credere che il figlio atteso da Maria sia di Dio.

Non essere accolti, lasciati fuori ogni porta. Vedere nascere Gesù, il Re del cielo e della terra, in una stalla povero tra i poveri,  vederlo poi appeso ad un legno e morire dopo atroci sofferenza ma poi credere che sia risorto, credere nel messaggio di salvezza, credere nel suo amore infinito, folle, donato ad un’umanità corrotta, ingiusta, ingrata, priva di speranza. Maria ha creduto e ha detto il suo “Si” d’amore, Giuseppe ha creduto ed ha amato… è questa la follia dell’amore che va “oltre” se stessi per andare incontro all’altro! Questo è il mio augurio per tutti voi: “Lasciatevi travolgere dalla follia dell’amore di Dio per Dio, innamoratevi di Gesù Cristo il Salvatore, nato in una mangiatoia per esserci più vicino, per non creare disparità, per comunicarci la sua umanità, per dirci che ci ama nonostante i nostri peccati, la nostra indifferenza verso l’Amore autentico,vero. Gesù è nato ed il Suo amore è grande!”   Fidatevi, essere folli per l’amore di Gesù è il dono più bello, più originale, più prezioso, più griffato che possiate ricevere la notte di Natale! Sia un Natale d’Amore. Gesù Bambino benedica tutti voi.
Padre Angelo

 

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6 COMMENTI

  1. un saludo a nuestro padre Angelo;gracias x el amor que esta dando a mi jente yo soy una que nacio en este pais de dolor y hambre,soy una que no pudo estudiar x que no se puede comer y estudiar avia que llenar la variga o estudiar que bien que alguien se esta ocupando de nuestro pueblo,gracias hermano gracias….

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