Categorie: Pax et Justitia

Bolivia, ecco chi uccise il gesuita Espinal

Come promesso un ex-colonnello dell’esercito ha rivelato i nomi di chi avrebbe assassinato il Sacerdote

L’aveva promesso ed è stato di parola. L’ex colonnello dell’esercito boliviano, Roberto Meleán, ha reso noto questo martedì i nomi degli autori materiali e intellettuali dell’omicidio di Luis Espinal, il sacerdote spagnolo torturato e ucciso nel marzo del 1980 in Bolivia, durante la dittatura del generale Luis García Meza (1980-81).

Il crimine, a 25 anni di distanza, potrebbe aver trovato finalmente dei colpevoli. Meleán ha fatto infatti i nomi – eccellenti – dell’ex-comandante dell’esercito, Jaime Niño de Guzmán e del colonnello Freddy Quiroga Reque, entrambi indicati come autori intellettuali. Secondo Meleán – pure condannato a trent’anni per la sparizione di uno studente universitario – i due avrebbero ordinato la morte del Religioso per evitare la pubblicazione di una denuncia di corruzione sul settimanale Aquí, fondato e diretto dallo stesso padre Espinal e dalle cui pagine venivano pubblicate denunce contro le forze armate, causandogli minacce e atti intimidatori come l’esplosione di una bomba nei suoi uffici.

Meleán sostiene che l’informazione gli sia giunta direttamente da Freddy Quiroga, il quale si sarebbe confidato quando entrambi erano detenuti nel carcere di Chonchocoro.

Meleán ha inoltre rivelato i nomi degli autori materiali dell’omicidio. «Si tratta del colonnello Carlos Unzueta Barrientos, il colonnello Javier Hinojosa detto il “Lince”, Mario Elguero Larrea e suo fratello». Ha aggiunto che avrebbero agito dietro il pagamento di una somma di denaro compresa, a seconda delle versioni, tra i 200 e i 700mila dollari. E sul punto – chiave – del perché abbia aspettato tanto tempo per rivelare l’informazione in suo possesso, l’ex-militare si è difeso dicendo che è stato per il timore di rappresaglie nell’esercito. «Quando ero in servizio attivo non potevo dichiarare», ha affermato. «Ora lo faccio per patriottismo, senza avere niente in cambio, in maniera disinteressata».

Intanto l’avvocato di Meleán, Frank Campero, ha indicato che tutte queste nuove rivelazioni saranno presentate di fronte al pubblico ministero perché si svolgano le indagini necessarie.

Redazione Papaboys (Fonte vatincainsidier.lastampa.it/Andrea Bonzo)

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