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Francesco dai Luterani. Pastore Kruse: lui parla per tutti i cristiani

Papa Francesco si reca questa domenica pomeriggio, alle 16.00, presso la Chiesa Evangelica e Luterana di Roma. La Chiesa è già stata visitata da Benedetto XVI il 14 marzo 2010 e da Giovanni Paolo II l’11 dicembre 1983. In un tweet il Santo Padre scrive che “è una gioia pregare oggi con i fratelli Luterani a Roma.

Luterani

Dio benedica tutti coloro che lavorano per il dialogo e l’unità dei cristiani”. Su questo evento ascoltiamo, al microfono di Fabio Colagrande, il pastore luterano Jens-Martin Kruse:

R. – E’ tutto pronto: abbiamo preparato tutto e noi siamo pieni di gioia …

D. – Come si svolgerà l’incontro?

R. – L’incontro si svolgerà in due parti. Prima ci sarà un dialogo, in cui i membri della comunità possono rivolgere al Papa le loro domande e lui risponderà a queste domande. Questa è una cosa bellissima, meravigliosa, una novità dell’ecumenismo: il Papa vuole veramente un dialogo, proprio un incontro vero! Siamo molto curiosi per questo aspetto dell’incontro. Dopo ci sarà una preghiera serale, con la lettura del Vangelo della domenica, l’omelia del Papa su questo testo: si tratta del capitolo 25 di Matteo. Quindi, una cosa semplice ma molto bella.

D. – E’ una visita che sicuramente si inserisce nella scia di quelle dei predecessori di Papa Francesco, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI …

R. – Sì, è vero. Si vede che a Roma abbiamo un ecumenismo molto vivace e una bella tradizione e anche un ecumenismo con il Papa: così la nostra Chiesa è diventata una Chiesa dove anche i Papi vengono …

D. – Qual è la storia della Chiesa di Cristo di via Sicilia, che il Papa visiterà?

R. – La nascita della nostra comunità risale al 1817, ma nei primi cento anni la comunità si trovava all’interno delle mura dell’ambasciata di Prussia presso la Santa Sede. Cento anni fa, poi, la comunità ha acquistato un piccolo terreno vicino alle Mura Aureliane: cento anni fa era fuori dal centro, mentre adesso siamo proprio in centro perché la città è cresciuta tanto. Nel 1914 si è conclusa la costruzione della Chiesa e da cento anni celebriamo qui ogni domenica il nostro culto luterano, a Roma.

D. – Può dirci qualcosa sulla vostra comunità? Come è composta?

R. – Sì, siamo una comunità piccola di circa 500 persone, ma una comunità molto vivace, con tantissimi gruppi: dai bambini agli anziani, con tante attività a sostegno dei poveri, dei senzatetto e anche dei rifugiati; con tanta musica; abbiamo il gemellaggio con la Chiesa luterana a Gerusalemme e per questo ogni anno facciamo una visita in Terra Santa. Mi piace tanto essere pastore di questa comunità!

D. – Che significato assume la figura del Papa, del pastore universale della Chiesa cattolica, per i fedeli luterani?

R. – Papa Francesco ci sta a cuore: ci sentiamo molto vicini a lui; si sente lo spirito del Vangelo nel modo in cui lui vive la sua fede e annuncia il Vangelo. Per questo c’è veramente amicizia e vicinanza con lui. Secondo me lui rende un servizio molto importante a tutti i cristiani, perché tramite lui si sente la voce del Vangelo in tutto il mondo. Abbiamo bisogno, in questi tempi difficili, che uno – e questo può essere solo il Papa – parli per tutti i cristiani, perché così la nostra fede entra anche in tutte le grandi discussioni di questo mondo. In questo modo, lui rende veramente un servizio all’unità.

D. – Come giudica la scelta di Francesco di indire un Giubileo straordinario dedicato alla misericordia, che incomincerà il prossimo 8 dicembre?

R. – Mi piace tanto, perché così il tema della misericordia viene messo al centro dell’attenzione di tutti i cristiani, per un anno intero. E noi cristiani abbiamo bisogno di pensare e anche di vivere di più la misericordia. E’ anche un’occasione di mettere questo tema al centro del mondo: secondo me, non c’è un altro tema così importante come quello della misericordia in questo momento.

D. – Lei crede che l’anniversario dei 500 anni della Riforma, che si celebrerà nel 2017, possa essere un’occasione di dialogo ecumenico?

R. – Sì, senz’altro. Questa è la mia speranza. Secondo me ha un senso ricordare i 500 anni della Riforma se oggi facciamo più ecumenismo e più passi verso l’unità della cristianità.

D. – Cosa si attende dalla visita di domenica di Papa Francesco nella vostra Chiesa?

R. – Un incontro pieno di gioia e di amicizia e un incontro che, come un vento caldo sulle spalle, ci dà la forza per camminare insieme come cristiani: a Roma, ma come cristiani anche in tutto il mondo. E questo incontro, secondo me, è un regalo del cielo.

D. – Chi ci sarà con lei ad accogliere il Papa, domenica?

R. – Insieme a me, ci sarà il Consiglio della nostra comunità e ci sarà anche il cardinale Vallini, insieme ai cardinali Koch e Kasper.




Redazione Papaboys (Fonte it.radiovaticana.va)

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