40 musicisti israeliani danno vita ad un “flashvalzer” della solidarietà

Schermata-07-2456496-alle-08.59.23-620x350GERUSALEMME –  I flash mob sono diventati uno strumento di sensibilizzazione piuttosto diffuso e praticato in tutto il mondo. Il termine, molto recente, è nato per indicare un evento pubblico estemporaneo, caratterizzato per la velocità della sua organizzazione ed esecuzione e la cui finalità è, in pratica, la messa in atto di un un’azione inusuale e temporanea, di cui far parlare. Un’iniziativa di flash mob può avere diverse finalità… può essere organizzata a scopi puramente ludici o per portare all’attenzione di una comunità una particolare istanza, per attivismo, per solidarietà e molto altro. Da qui nasce l’incredibile iniziativa che ha per protagonisti un gruppo di quaranta musicisti, studenti dell’Accademia di Musica e Danza di Gerusalemme (JAMD), che, adottando un approccio “classico” all’ormai consueta idea di flash mob, ha dato vita ad un flash valzer nella Hall del nuovissimo Sarah Wetsman Davidson Hospital Tower di Gerusalemme, eseguendo il suggestivo valzer di Čajkovskij allietando così pazienti, medici, personale ospedaliero e familiari dei degenti.

 

Il concerto, avvenuto ovviamente a sorpresa, è parte delle innumerevoli iniziative del Good Deeds Daysuna giornata dedicata alle Buone azioni e nata nel 2007 proprio in Israele da un’idea dell’imprenditrice e filantropa, Shari Arison, la quale, convinta che le buone azioni siano contagiose, punta su di essere per la creazione di un mondo più giusto e quindi migliore. Gli studenti dell’Accademia hanno così apprezzato l’iniziativa di Shari da programmare regolarmente dei concerti in ospedale per gli oltre mezzo milione (senza distinzione di razza, origine religiosa e nazionale) di pazienti l’anno che transitano dall’Ospedale Hadassah.

Tutti possono prendere parte alla Giornata delle buone azioni, la giornata, quest’anno arrivata alla settima edizione è diventata il simbolo dell’altruismo, il giorno in cui dare spontaneamente agli altri per la gioia di condividere e per star bene. Sono oltre 50 i paesi, in cui volontari aderiscono a questa bella iniziativa. Anche se, non serve aspettare il Good Deeds Days per fare del bene: ogni giorno, come insegnano questi musicisti di Gerusalemme, è il giorno giusto per mantenere i muscoli della solidarietà in esercizio.

Valentina Marchioni / Buonenotizie.it

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