Zanardi, il segreto del successo: ‘La vittoria è nella sua testa’

“Non ho mai allenato un atleta con questo entusiasmo”. Francesco Chiappero, il preparatore atletico di Alex Zanardi, non ha dubbi nell’indicare nel fattore mentale quello decisivo per l’ennesima impresa del bolognese alla paralimpiade di Rio.

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Chiappero, un atleta di 50 anni che si permette una prestazione del genere è assai inusuale
“Sarà anche così, ma la decadenza spesso non sta nell’invecchiamento fisico, semmai nel calo delle motivazioni. Alex in tal senso è un esempio, trova la forza per fare rinunce e dare tutto come fosse al primo giorno di allenamento”.
Segue Zanardi da molto tempo?
“Dal 2011, e non ho mai dovuto dirgli ‘forza Alex, fammi un’altra ripetuta’. Al contrario devo frenarlo, spiegargli di non esagerare perché a volte un allenamento eccessivo significa sprecare energie inutili”
Con uno come lui quindi è facile fare il preparatore?
“Abbiamo iniziato a collaborare per ottimizzare tutto quello che c’era. E’ un lavoro che parte da lontano, abbiamo avuto la fortuna di poter avvalerci di ottimi aiutanti, compreso lo staff Enervit per quel che concerne l’alimentazione”
Viene seguita una dieta particolare?
“Bisogna considerare che arrivando a 50 anni l’organismo ha un andamento diverso, quindi bisogna adattare l’alimentazione alla variazione del peso. Do qualche percentuale: un 40% di carboidrati (di tipo integrale), 30 % di acidi grassi e 30% di proteine. Poi in fase di sforzo c’è anche l’arricchimento con maltodestrine classico dei ciclisti, anche se bilanciato con una tipologia di sforzo differente”.

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Alimentazione a parte, quanto si allena Zanardi?




“Nei periodi di picco, arriva fino a 50 ore al mese. In un anno arriva anche a 450”.
Dietro la vittoria di Rio c’è un aneddoto?
“Ho dovuto combattere con lui per stabilire il target della vittoria. Gli ho detto che per arrivare all’oro bastava produrre 235 watt. Lui non ne voleva sapere e voleva a arrivare a 250, caso contrario –mi diceva- ‘non arriviamo neanche al bronzo’. Insomma, voleva fare di più ma alla fine mi ha ascoltato: ha seguito il programma a 235 watt, a metà gara aveva 18 secondi di svantaggio ma sappiamo come è andata a finire. Il fatto che abbia seguito alla lettera i miei consigli in maniera così attenta è la maggiore soddisfazione”.
Arrivederci a Tokyo?
“Difficile dirlo, a 54 anni e seguendo un buon metodo di allenamento potrebbe ancora farcela. Mi ripeto, dipenderà molto dalle motivazioni, deciderà la testa…”





Redazione Papaboys (Fonte www.repubblica.it/LUIGI PANELLA)

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