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Visita a sorpresa di Benedetto XVI ai Castelli Romani. Il Papa emerito si concede alcune ore fuori dal Vaticano

Visita a sorpresa di Benedetto XVI ai Castelli Romani.

Castel Gandolfo, il Santuario della Madonna del Tufo di Rocca di Papa, la Curia vescovile di Frascati: questa, giovedì pomeriggio, la visita di Joseph Ratzinger, su invito di mons. Raffaello Martinelli.

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Intervista di Vatican News al vicario generale di Frascati, mons. Raffaello Torelli, che ha salutato il Papa emerito al Santuario della Madonna del Tufo

Giada Aquilino – Città del Vaticano

Prima una tappa a Castel Gandolfo, con una sosta nei giardini delle Ville Pontificie e al belvedere per la passeggiata e la recita del Rosario, poi un momento di preghiera al Santuario della Madonna del Tufo di Rocca di Papa, quindi l’arrivo alla Curia vescovile di Frascati, per una visita e una cena privata col vescovo della località dei Castelli Romani, mons. Raffaello Martinelli. Questo il pomeriggio del Papa emerito Benedetto XVI, che ieri ha lasciato per qualche ora la propria residenza in Vaticano, il Monastero Mater Ecclesiae, accompagnato da mons. Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia, per riabbracciare i luoghi dove per tanti anni in estate ha trascorso un periodo di riposo.

L’invito del vescovo di Frascati

Rispondendo alle domande dei giornalisti, lo ha riferito questa mattina il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, specificando che la visita ha fatto seguito a un invito di mons. Martinelli e che Benedetto XVI ha fatto poi ritorno al Monastero Mater Ecclesiae alle ore 22.30.

La testimonianza

Una persona “amabilissima, lucidissima e di grande fede” che trasmette una “pace immensa”. Questa la figura Benedetto XVI nelle parole di mons. Raffaello Torelli, vicario generale di Frascati e parroco della Cattedrale di San Pietro Apostolo della località laziale, che ieri pomeriggio era presente alla visita del Papa emerito al Santuario della Madonna del Tufo di Rocca di Papa, assieme al vescovo di Frascati, mons. Martinelli.


La Madonna del Tufo

“Mons. Martinelli – racconta il vicario generale di Frascati – ha accolto il Papa emerito al Santuario della Madonna del Tufo a Rocca di Papa: Benedetto XVI è arrivato verso le 18.30 da Castel Gandolfo. Il vescovo si è subito avvicinato alla macchina dove si trovava e molto cordialmente lo ha salutato. Tra il Papa emerito e il vescovo, infatti, c’è una grande familiarità, mons. Martinelli è stato collaboratore di Joseph Ratzinger alla Congregazione per la Dottrina della Fede”. Quindi il momento di preghiera e raccoglimento all’interno del Santuario. “Il Papa emerito – spiega mons. Torelli – è entrato, accompagnato in carrozzina e, per prima cosa, ha voluto mettersi in ginocchio per recitare ad alta voce con i presenti una preghiera alla Madonna”. Benedetto XVI, spiega, aveva “già visitato” in passato il Santuario, dove secondo un’antica tradizione che risale al XVI secolo un viandante, mentre camminava per un sentiero, vide improvvisamente il Tufo – 8 metri di circonferenza e del peso di 150 quintali – staccarsi dalla rupe: in pericolo, l’uomo invocò la Madonna e, miracolosamente, il masso si arrestò ed il viandante fu salvo. “In quel masso – spiega mons. Torelli – è stata raffigurata l’immagine della Madonna”, venerata tutt’oggi. Il Papa emerito ha dunque “voluto pregare” la Vergine, quindi “gli ho indicato – prosegue il vicario generale di Frascati – il Santissimo Sacramento” e Benedetto XVI “si è inchinato davanti a Gesù”.

La semplicità della persona

Dopo la visita al Santuario, il Papa emerito “è risalito sulla macchina” per il trasferimento “al Palazzo vescovile di Frascati, per una visita di ‘amicizia’ nei confronti di mons. Martinelli”. Una visita che, assicura mons. Torelli, ha lasciato “una grande serenità e fiducia”: “l’impressione di chi, come me ieri, è stato davanti a Benedetto XVI è quella di un uomo che vive costantemente la presenza di Dio, un uomo di santità, che trasmette questo senso di Dio al di là della sua possibilità fisica: lo fa attraverso gli occhi ed il sorriso, nella semplicità della sua persona”.

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