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Vangelo. Lettura e Commento alla Parola di Giovedì, 15 Ottobre 2020

Vangelo del giorno – Giovedì, 15 Ottobre 2020

Lettura e commento al Vangelo di Giovedì, 15 Ottobre 2020 – Lc 11,47-54: “Sarà chiesto conto del sangue di tutti i profeti: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa.”

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore disse:

«Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.

Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.

Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».

Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

Parola del Signore

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Vangelo di oggi, 15 Ottobre 2020
Vangelo di oggi, 15 Ottobre 2020 (diocesitn.it – Photo-by Joel Muniz)

Commento a cura di Paolo Curtaz

Gesù è libero. Libero perché tutto di Dio, libero perché orientato alla Parola, perché obbediente al Padre. E non ha paura di parlare, di contestare l’ipocrisia e la vanagloria dei farisei, devoti e santi, certo, ma ben consapevoli d’esserlo.

E, quel che è peggio, mette a nudo i limiti di due categorie di persone influenti e temutissime dal popolo: gli scribi e i dottori della Legge.

Gli scribi, in origine, erano semplicemente delle persone che sapevano scrivere e che venivano utilizzati a corte per i documenti ufficiali. Ma, col passare dei secoli, il loro ruolo aveva acquistato un’enorme importanza, facendoli diventare, di fatto, custodi ed interpreti della Torah.

Così come i dottori della Legge che scrutavano ad approfondivano le infinite minuzie dell’interpretazione, cogliendone mille aspetti che sfuggivano al popolo.

E proprio a questo proposito Gesù si scaglia contro di loro: perché usano la loro conoscenza non per avvicinare la gente a Dio ma per manifestare il loro potere.

Guai a noi cristiani se compiamo lo stesso errore!

Guai quando chi ha la possibilità di approfondire la conoscenza di Dio non compie mille sforzi per renderla accessibile!

Redazione Papaboys

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