Vangelo (7 settembre 2018): Quando lo sposo sarà loro tolto, allora in quei giorni digiuneranno.

#Vangelo (4 settembre): Quando lo sposo sarà loro tolto, allora in quei giorni digiuneranno.Lc 5,33-39
Quando lo sposo sarà loro tolto, allora in quei giorni digiuneranno.

In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno». Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

Il cammino nella perenne novità della volontà di Dio obbliga a lasciare ogni giorno ciò che è stato ieri, perché ci si aggiorni sulla Parola che oggi il Signore fa risuonare al nostro cuore, perché noi la viviamo, donandole consistenza e realtà storica. Questo cammino stanca. È sufficiente qualche difficoltà, e la stanchezza divora, consuma. Si stanca il popolo del Signore appena inizia la sua marcia verso la conquista della libertà. Si stanca Mosè. Anche Elia si stanca. Meglio la morte che vivere.

Vangelo (7 settembre 2018): Quando lo sposo sarà loro tolto, allora in quei giorni digiuneranno.

Acab riferì a Gezabele tutto quello che Elia aveva fatto e che aveva ucciso di spada tutti i profeti. Gezabele inviò un messaggero a Elia per dirgli: «Gli dèi mi facciano questo e anche di peggio, se domani a quest’ora non avrò reso la tua vita come la vita di uno di loro». Elia, impaurito, si alzò e se ne andò per salvarsi. Giunse a Bersabea di Giuda. Lasciò là il suo servo. Egli s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». Si coricò e si addormentò sotto la ginestra. Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia!». Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò. Tornò per la seconda volta l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino». Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb (1Re 19,1-8). 

Dio sempre ha invitato il suo popolo a camminare oggi, oggi ad ascoltare la sua voce, oggi a cambiare mente e cuore, oggi a lasciarsi aggiornare da Lui sulla sua divina volontà. Ma il popolo è rimasto dal cuore duro, insensibile, attaccato alle sue forme. “Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Perché grande Dio è il Signore, grande re sopra tutti gli dèi. Nella sua mano sono gli abissi della terra, sono sue le vette dei monti. Suo è il mare, è lui che l’ha fatto; le sue mani hanno plasmato la terra. Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere. Per quarant’anni mi disgustò quella generazione e dissi: “Sono un popolo dal cuore traviato, non conoscono le mie vie”. Perciò ho giurato nella mia ira: “Non entreranno nel luogo del mio riposo”» (Sal 95 (94) 1-11). 

#Vangelo (7 settembre 2018): Quando lo sposo sarà loro tolto, allora in quei giorni digiuneranno.

È il vino vecchio della vecchia religione che impedisce che si beva il vino nuovo della nuova religione. Questo ci chiede Gesù: abbandonare il vino vecchio di ieri per gustare ogni giorno il vino nuovo che Lui prepara per noi. Vino nuovo ogni giorno.

Gesù sta preparando un vino nuovo perché si viva una nuova religione. È il vino del suo sangue. È Lui la vera vite del Padre ed è anche Lui il vino sempre nuovo da bere. La religione antica cosa vuole? Chiede a Gesù che anche Lui costruisca la sua religione su quella antica, fatta di opere esterne, nella quale nessun cambiamento di cuore e di mente viene richiesto. Gesù invece è venuto per fare di ogni suo discepolo questo vino nuovo con il quale dissetare il mondo. Se i cristiani ogni giorno non sono questo vino nuovo, purissimo, se il loro sangue in Cristo non si trasforma in vino di salvezza, anche la loro religione è vuota. Manca del sangue del cristiano trasformato in vino di carità, amore, giustizia, compassione, misericordia per ogni uomo.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci vino nuovo in Cristo.




Commento del Movimento Apostolico

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