Vangelo (27 Ottobre 2018): Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

Lc 13,1-9
Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. Quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».

Vangelo 22 Ottobre
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo

L’invito alla conversione è il grido di ogni profeta al popolo del Signore. È un grido che invita ogni uomo a leggere la storia disastrosa nella quale lui vive, perché riconosca che tutto il male è il frutto della sua cattiva condotta, del suo abbandono della Legge del Signore. Dove non regna il Signore, unica e sola fonte di vita, lì regna la desolazione, la morte, la devastazione. Ecco come grida Gioele al suo popolo.

Parola del Signore, rivolta a Gioele, figlio di Petuèl. Udite questo, anziani, porgete l’orecchio, voi tutti abitanti della regione. Accadde mai cosa simile ai giorni vostri o ai giorni dei vostri padri? Raccontatelo ai vostri figli, e i vostri figli ai loro figli, e i loro figli alla generazione seguente. Quello che ha lasciato la cavalletta l’ha divorato la locusta; quello che ha lasciato la locusta l’ha divorato il bruco; quello che ha lasciato il bruco l’ha divorato il grillo. Svegliatevi, ubriachi, e piangete, voi tutti che bevete vino, urlate per il vino nuovo che vi è tolto di bocca. Poiché è venuta contro il mio paese una nazione potente e innumerevole, che ha denti di leone, mascelle di leonessa. Ha fatto delle mie viti una desolazione e tronconi delle piante di fico; ha tutto scortecciato e abbandonato, i loro rami appaiono bianchi.

Laméntati come una vergine che si è cinta di sacco per il lutto e piange per lo sposo della sua giovinezza. Sono scomparse offerta e libagione dalla casa del Signore; fanno lutto i sacerdoti, ministri del Signore. Devastata è la campagna, è in lutto la terra, perché il grano è devastato, è venuto a mancare il vino nuovo, è esaurito l’olio. Restate confusi, contadini, alzate lamenti, vignaioli, per il grano e per l’orzo, perché il raccolto dei campi è perduto. La vite è diventata secca, il fico inaridito, il melograno, la palma, il melo, tutti gli alberi dei campi sono secchi, è venuta a mancare la gioia tra i figli dell’uomo.

Vangelo 5 ottobre«Ahimè, quel giorno!»

Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti, urlate, ministri dell’altare, venite, vegliate vestiti di sacco, ministri del mio Dio, perché priva d’offerta e libagione è la casa del vostro Dio. Proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra, radunate gli anziani e tutti gli abitanti della regione nella casa del Signore, vostro Dio, e gridate al Signore: «Ahimè, quel giorno! È infatti vicino il giorno del Signore e viene come una devastazione dall’Onnipotente. Non è forse scomparso il cibo davanti ai nostri occhi e la letizia e la gioia dalla casa del nostro Dio?».

Sono marciti i semi sotto le loro zolle, i granai sono vuoti, distrutti i magazzini, perché è venuto a mancare il grano.

Come geme il bestiame! Vanno errando le mandrie dei buoi, perché non hanno più pascoli; anche le greggi di pecore vanno in rovina. A te, Signore, io grido, perché il fuoco ha divorato i pascoli della steppa e la fiamma ha bruciato tutti gli alberi della campagna. Anche gli animali selvatici sospirano a te, perché sono secchi i corsi d’acqua e il fuoco ha divorato i pascoli della steppa (Gl 1,1-20).

La salvezza è dalla conversione

Il Signore porta a perfezione ogni grido dei profeti che lo hanno preceduto. Già tutti siamo condannati a morte. La falce già pende sulla nostra testa. La salvezza è dalla conversione, dal nostro ritorno nella Parola del Signore. O si è da Dio in tutto e si è nella vita, o si è da noi stessi e dal mondo, e si è nella morte.

Gesù ci insegna che ognuno deve essere di aiuto all’altro perché si converta. Ma chi può essere di aiuto? Solo chi è già convertito e cammina di Parola in Parola. Chi non è convertito, mai potrà aiutare un altro. Lo abbandona e si abbandona alla morte eterna. È obbligo per il cristiano essere di aiuto agli altri e per questo urge la conversione.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, sosteneteci nella conversione.

Commento a cura del Movimento Apostolico

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