Vangelo (21 Settembre 2018): Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

Mt 9,9-13
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Vangelo (21 Settembre 2018): Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

La Scrittura Santa attesta che tutte le chiamate del Signore sono misteriose. Le ragioni di ogni scelta sono tutte nella sapienza eterna del Padre. A nessun uomo è data questa sapienza e intelligenza. Dinanzi ad ogni scelta, ci si deve prostrare e adorare il Signore. Invece sovente si mormora, si critica, si mostrano le ragioni per cui la scelta mai sarebbe dovuta avvenire. Se però partiamo dal nostro cuore, ogni scelta di Dio è criticabile. Su ognuna si potrà mormorare. Maria e Aronne non mormoravano sulla scelta di Dio su Mosè, sentendosi in qualche modo essi trascurati e messi in ombra dalla grandezza di Mosè dinanzi al popolo del Signore? Critiche di ieri e critiche di oggi.
Maria e Aronne parlarono contro Mosè, a causa della donna etiope che aveva preso. Infatti aveva sposato una donna etiope. Dissero: «Il Signore ha forse parlato soltanto per mezzo di Mosè? Non ha parlato anche per mezzo nostro?». Il Signore udì. Ora Mosè era un uomo assai umile, più di qualunque altro sulla faccia della terra. Il Signore disse a un tratto a Mosè, ad Aronne e a Maria: «Uscite tutti e tre verso la tenda del convegno». Uscirono tutti e tre. Il Signore scese in una colonna di nube, si fermò all’ingresso della tenda e chiamò Aronne e Maria. I due si fecero avanti. Il Signore disse:
«Ascoltate le mie parole! Se ci sarà un vostro profeta, io, il Signore, in visione a lui mi rivelerò, in sogno parlerò con lui. Non così per il mio servo Mosè: egli è l’uomo di fiducia in tutta la mia casa. Bocca a bocca parlo con lui, in visione e non per enigmi, ed egli contempla l’immagine del Signore. Perché non avete temuto di parlare contro il mio servo, contro Mosè?».
L’ira del Signore si accese contro di loro ed egli se ne andò. La nube si ritirò di sopra alla tenda ed ecco: Maria era lebbrosa, bianca come la neve. Aronne si volse verso Maria ed ecco: era lebbrosa. Aronne disse a Mosè: «Ti prego, mio signore, non addossarci il peccato che abbiamo stoltamente commesso! Ella non sia come il bambino nato morto, la cui carne è già mezza consumata quando esce dal seno della madre». Mosè gridò al Signore dicendo: «Dio, ti prego, guariscila!». Il Signore disse a Mosè: «Se suo padre le avesse sputato in viso, non ne porterebbe lei vergogna per sette giorni? Stia dunque isolata fuori dell’accampamento sette giorni; poi vi sarà riammessa». Maria dunque rimase isolata, fuori dell’accampamento, sette giorni; il popolo non riprese il cammino, finché Maria non fu riammessa. Poi il popolo partì da Caseròt, e si accampò nel deserto di Paran (Num 12,1-16).


Dinanzi ad ogni scelta siamo chiamati ad avere una visione di purissima fede. Mai nella Chiesa deve venire a mancare la visione soprannaturale delle cose. Ci sono eventi che hanno la loro sapienza e intelligenza solo nel mistero del Padre. Al Padre tutto va rimandato, in purissima obbedienza. Ognuno poi deve sapere cosa il Signore chiede a Lui, e parlare Lui alla Chiesa e al mondo sempre dalla più pura obbedienza al mistero scritto per Lui dal Signore. Solo parlando e agendo dal proprio mistero, compreso e vissuto sempre sotto mozione di Spirito Santo, si crea vera comunione nella verità, nella carità, nella speranza, nella giustizia, nella pace.
Matteo risponde alla chiamata. Segue Gesù. Questa chiamata parla, chiama a sua volta, perché è rivelatrice del cuore del Maestro. Lui è venuto per raccogliere tutti i figli dispersi del Padre. Gli altri figli si sentono anch’essi chiamati da Cristo e accorrono. Si siedono a tavola con Lui. Gesù condivide con essi la sua Parola. Fa loro conoscere il Padre. I farisei non parlano per mozione dello Spirito Santo. Dicono parole dal loro peccato. Non creano comunione nella verità e nella carità. Loro non sono dal Padre. Non lo conoscono. Non sanno che il Padre ama ogni suo figlio e lo vuole salvo.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci dal Padre sempre.

Commento a cura del Movimento Apostolico

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