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Vangelo (24 Luglio 2018) Tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!».

#Vangelo: Tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!».Mt 12,46-50
Tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!».

In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.  Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

Ho assistito a molti funerali di persone ragguardevoli nella Chiesa: papi, cardinali, vescovi, presbiteri, uomini e donne impegnati. Qual è stato sempre il mio stupore? Il celebrante ha sempre ritenuto che il ministero o l’ufficio esercitato dal defunto fosse sufficiente a tenerlo al sicuro dal giudizio di Dio. È come se venisse esercitata una sottile equazione: ministero sacro uguale salvezza eterna.

Un giorno partecipai ad un funerale di un presbitero. Per una speciale rivelazione privata sapevo della sua dannazione eterna. Assieme a me vi erano sette Vescovi, cinquanta e più presbiteri, autorità di ogni ordine e grado e tutti erano inneggianti alla gloria eterna nella quale ora l’anima del defunto già gustava presso Dio. Nessuno che avesse intonato una preghiera di richiesta di perdono per la sua anima al Signore, salve naturalmente le preghiere rituali, ma quelle erano recitate solo perché la liturgia le prevede. Ma nessuno crede più in esse. Un Vangelo senza verità e senza fede a che serve? Possiamo noi servire falsamente il Vangelo che è purissima verità?#Vangelo: Tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!».

Nessuno si scandalizzi. Gesù oggi disconosce anche il ministero della Madre sua. La Vergine Maria non è riconosciuta dal Signore perché sua Madre. Per Lui non vi è nessuna equazione da stabilire tra ministero e conoscenza, ufficio e salvezza. Sempre il Vangelo rivela questa verità. Allora perché noi su questa equazione stolta, misera, fondiamo tutta la nostra umana esistenza? Perché pensiamo di essere salvi solo perché esercitiamo un ministero nella Chiesa? Perché ignoriamo che è proprio il non esercizio santo del ministero che ci renderà responsabili di tutte le dannazioni degli uomini presso i quali il Signore ci ha inviato per recare e donare loro la sua salvezza?

La Vergine Maria, scelta da Dio, per esercitare il ministero più santo di tutta la terra, dare la vita al suo Figlio Unigenito, facendolo divenire nel suo seno vero uomo, non è salva, non è santa per questo ufficio. È santa, santissima, purissima, vera Madre di Gesù perché ha sempre obbedito ad ogni sua Parola. Maria è il modello di come si ascolta la Parola, la si custodisce nel cuore, al fine di dare ad essa un’obbedienza sempre secondo lo Spirito Santo. Maria ha sempre ascoltato il Figlio suo. È la discepola più fedele, più saggia, più accorta, più ricca di amore, piena di verità, ricolma sempre di Spirito Santo. Nell’ascolto essa è la Donna vergine, consegnata solo al suo Dio e Signore. Per la sua purissima fede e obbedienza Maria è vera Madre di Gesù.

Ma anche per Gesù vale la stessa verità. Essere Figlio di Dio Incarnato e Paradiso neanche per Lui possono ridursi ad una equazione. Anche Lui, se vuole essere riconosciuto dal Padre come suo vero Figlio, deve prestargli la più alta obbedienza. Gesù il Paradiso per la sua anima e per il suo corpo se lo è guadagnato sulla croce. La croce è la scala che lo porta nella gloria della risurrezione. La Croce fa di Lui il Salvatore e il Salvato per eccellenza: “Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?” (Lc 24.26). Lui è vero uomo e in quanto vero uomo entra nel Cielo attraverso la via dell’obbedienza che per Lui fu la croce.

#Vangelo: Tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!».
Nessuno si illuda. Obbedienza fino alla morte di croce sono l’equazione perfetta. Obbedienza piena uguale salvezza piena. Ministero e salvezza non fanno alcuna equazione. Vale per Gesù, per la Madre sua, per chiunque altro svolga un ministero nella Chiesa o nel mondo. Cristo riconosce come suoi solo chi fa la volontà del Padre e in questa volontà si consuma fino al sacrificio e olocausto sull’altare della croce.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci obbedienti in Gesù.

Commento del Movimento Apostolico

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