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Unioni civili, in aula senza accordi

Nessuna intesa sugli emendamenti, nessuna concessione ai cattolici del Pd sulla stepchild adoption. Sulle unioni civili il clima è sempre più teso, con tanto di insulti e parolacce il rebus del voto segreto che solo il presidente Grasso può sciogliere.

Matteo-Renzi-presidente-Consiglio

Si va in aula alle 16,30 con il “super canguro” del Pd Marcucci (che ha come obiettivo quello di blindare il ddl Cirinnà e bloccare l’ostruzionismo delle opposizioni) il super-emendamenti premissivo che dovrebbe essere il primo (ed unico) ad essere votato nelle intenzioni del Pd. Riprende il dibattito ma questa volta si entra nel vivo con le votazioni ma è ancora muro contro muro tra il Pd e i centristi da una parte e tra il Pd e il centrodestra dall’altra. Nessuna mediazione è possibile, si va alla conta in aula.

In mattinata si è concluso con un niente di fatto il tentativo estremo di intesa sul numero degli emendamenti. L’accordo tra la Lega e il Pd per il ritiro di circa 4500 emendamenti è naufragato la scorsa settimana perché il Carroccio chiedeva in cambio di poter discutere nel merito altri emendamenti e del ritiro dell’emendamento canguro. A sua volta il Carroccio ha presentato altri 100 emendamenti premissivi (vale a dire “caguri”) e chiederà in aula che quello Marcucci sia l’ultimo a venire votato in quanto più vicino al ddl Cirinnà. Alla riunione di stamattina erano presenti anche Ap e Fi, ma non è stata raggiunta un’intesa, troppo distanti le posizioni in campo. “A questo punto in aula si andrà con il canguro e si aprirà un ampio dibattito”, ha spiegato il capogruppo Ap Renato Schifani. Il gruppo della Lega si riunirà alle 15,30 per mettere a punto la strategia da seguire in aula.

“Mantengono il canguro perché così mettono un bavaglio al dissenso interno al Pd” ha detto al termine della riunione il senatore azzurro Maurizio Gasparri. Maurizio Lupi (Ap) ha lanciato un appello alla Lega a non dare pretesti al Pd e a ritirare gli emendamenti ostruzionistici per discutere nel merito della ddl.

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Anche i cattolici del Pd sono contrari alla forzatura decisa dal partito sugli emendamenti e chiedono che si possa votare in due momenti separati, sulle unioni e sulla stepchild adoption, il punto più controverso. Richiesta che in aula dovrebbe ufficializzare Ap e sulla quale si vota ad alzata di mano. “Noi vorremmo che ci fosse un accordo perché si vada alla votazione per parti separate del canguro Marcucci” ha affermato, interpellata dai cronisti sull’ipotesi che qualcuno richieda in aula lo spacchettamento dell’emendamento premissivo Pd, la senatrice Pd Rosa Maria Di Giorgi. “Noi siamo contro al fatto che una legge non discussa in commissione non sia discussa anche in aula” ha aggiunto. Il punto è che il super-canguro cancellerebbe anche gli emendamenti presentati dai cattodem.

Nel corso di una riunione fiume del Pd ieri sera non è stata raggiunta una posizione comune sull’articolo 5 del ddl, che allarga alle coppie gay la possibilità di ricorrere alle adozioni speciali. I cattodem vogliono poter votare un loro emendamento a prima firma di Stefano Lepri che sostituisce la stepchild adoption con l’affido rafforzato. il resto del gruppo ritiene invece che senza quell’articolo la legge sarebbe insufficiente. Una soluzione potrebbe consistere nell’introdurre paletti ulteriori contro il ricorso all’utero in affitto, previsto da alcuni emendamenti, ma ci sono diversi problemi: la legge non parla di utero in affitto e quindi tali emendamenti potrebbero essere dichiarati inammissibili. Della mediazione potrebbe allora far parte una mozione che domani Anna Finocchiaro presenterà a Palzzo Madama e che impegna il governo ad una iniziativa per la messa al bando a livello internazionale della pratica dell’utero in affitto.

Redazione Papaboys (Fonte www.avvenire.it)

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