Unicef: l’istruzione femminile può far dimezzare i decessi infantili

Sono quasi 600 milioni, ma l’agenda per lo sviluppo internazionale pare non vederle: sono le bambine e le ragazze tra i 10 e i 19 anni, a cui  è stata dedicata la Giornata internazionale delle bambine ed e delle ragazze, “The Power of the Adolescent Girl: Vision for 2030”.

Bambine

“Per l’opinione pubblica e l’agenda per lo sviluppo internazionale le adolescenti sono quasi scomparse – dichiara il presidente dell’Unicef Italia Giacomo Guerrera – Non avere investito in politiche e programmi su misura per loro, le ha rese quasi invisibili. Eppure hanno potenzialità illimitate”.

I dati: violenza ed emarginazione. Unicef Italia ha riferito alcuni dati preoccupanti sulle condizioni di bambine e ragazze nel mondo: nel 2013, le ragazze rappresentavano quasi i due terzi delle nuove infezioni da Hiv tra gli adolescenti di età compresa tra 15 e 19 anni; circa 1 ragazza su 10 sotto i 20 anni è stata violentata o forzata ad atti sessuali. E preoccupa l’alto numero di matrimoni precoci: nel 2012, il 17% delle donne si sono sposate tra i 15 ei 19 anni di età: “se non vi sarà alcuna riduzione nella pratica del matrimonio precoce – osserva Unicef – il numero di ragazze minorenni sposate ogni anno crescerà dai 15 milioni di oggi a 16,5 milioni nel 2030 a oltre 18 milioni nel 2050”. Si stima poi che circa mezzo miliardo di donne e ragazze non ha strutture adeguate per curare la propria igiene personale con dignità, privacy e sicurezza durante il ciclo mestruale. 28 milioni di adolescenti di età compresa tra 10 e 19 anni hanno subito mutilazioni genitali femminili/escissione.

Il “potenziale”. A fronte di questa situazione decisamente preoccupante, però, Unicef punta i riflettori sul “grande potenziale” delle adolescenti. “Se tutte le donne avessero un’istruzione secondaria – riferisce – si registrerebbe il 49% in meno di decessi di bambini. Una madre alfabetizzata ha il 23% di probabilità in più a farsi assistere da personale specializzato durante il parto. Nei paesi a basso reddito, se tutte le madri avessero una istruzione secondaria, si registrerebbe il 26% di riduzione della malnutrizione cronica e i matrimoni precoci scenderebbe del 64%. Se tutte le donne avessero completato l’istruzione primaria, la mortalità materna sarebbe scesa del 66%, salvando la vita di 189.000 donne ogni anno”. In conclusione, “investire nelle adolescenti è uno dei modi migliori per garantire un futuro più sostenibile. Le donne e le ragazze reinvestono il 90% del loro reddito nella famiglia e comunità, gli uomini e i ragazzi solo il 30-40%”.

Redazione Papaboys (Fonte www.redatorresociale.it)

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