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Un feto abortito sull’altare a sostegno di Trump. Medico indiano: Violazione della vita

Alla vigilia delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, un sacerdote cattolico di New York ha deposto sull’altare il feto di un bambino abortito e ha chiesto agli elettori di votare per Donald Trump. P. Frank Pavone, responsabile dell’associazione “Sacerdoti per la vita” (Priests for life), ha registrato un filmato del corpo nudo del feto e poi lo ha diffuso su Facebook.

U.S. Republican presidential candidate businessman Donald Trump speaks at a veteran's rally in Des Moines, Iowa January 28, 2016. REUTERS/Rick Wilking  - RTX24HM9

Ad AsiaNews il dott. Pascoal Carvalho, membro della Pontificia accademia per la vita, afferma: “Sono profondamente rattristato per questa grave violazione verso un bambino non nato. Egli ha subito una doppia ingiustizia: la sua preziosa vita è stata spenta nella fase iniziale dell’esistenza. Inoltre è stato ridotto ad oggetto e questo rappresenta una terribile violazione dei diritti del nascituro, usato come prova e al quale è stata negata la santità e la dignità di essere umano”.

Il video-shock è stato pubblicato a due giorni dalle elezioni americane. In esso, p. Pavone afferma: “Dobbiamo decidere se permetteremo che in America continui o meno questo assassinio di bambini. Hillary Clinton e la piattaforma democratica dicono di sì […] Donald Trump e la piattaforma repubblicana dicono di no”.

Durante l’ultimo dibattito televisivo tra i due candidati alla Casa Bianca, ha suscitato scalpore la posizione di Hillary, che non si è schierata contro il “partial birth abortion”, cioè l’aborto fino al nono mese di gravidanza, ma ha sostenuto il diritto delle donne a prendere “una delle decisioni più intime della propria vita”.

Il dott. Carvalho sottolinea che “ogni bambino non ancora nato ha un equivocabile diritto ad una piena vita umana”. Il medico rifiuta di utilizzare il termine “feto” e aggiunge: “Il piccolo bambino indifeso e vulnerabile era un essere umano all’inizio della vita. La posizione della Chiesa è chiara: la vita umana inizia al momento del concepimento. Questo significa che l’essere umano è tale dal momento del concepimento, lungo lo stato embrionale e fino allo sviluppo fetale”.

Il medico spiega che un nascituro “possiede già per intero il codice genetico dell’essere umano”, perciò è di fatto un “uomo nella sua unicità”. Egli ricorda che nel 1987 la Congregazione per la dottrina della fede ha redatto il Donum Vitae, l’istruzione sul “Rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione”. Esso stabilisce: “I cadaveri di embrioni o feti umani, volontariamente abortiti o non, devono essere rispettati come le spoglie degli altri esseri umani”.

Un teologo morale cattolico, professore di Teologia morale in un seminario indiano, sostiene di essere rimasto “senza parole” per il gesto di p. Pavone. “Esso va contro – dichiara – tutte le posizioni del movimento pro-life a cui appartengo”. In primis, “il rispetto della vita, che si estende al corpo delle persone decedute. Non c’è giustificazione al tentativo di usare qualcosa di irrispettoso per una persona (come la mostra di un feto) per sostenere un rispetto maggiore nei confronti di altri (bambini non nati). Il fine non giustifica mai i mezzi”.

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Il teologo ritiene che si debba “avere una coerente etica della vita” e che “utilizzare la paura e l’odio [sia] l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno per far capire alle persone il valore della vita. Se vogliamo che altri credano nel Vangelo della vita, dobbiamo mostrare in che modo ha valore la vita in Cristo”.

In fatto di voto, conclude, “la cosa più grande è il rispetto della coscienza individuale. Credo che nessuno debba essere costretto a fare qualcosa. E soprattutto, anche se il mio candidato non dovesse essere eletto, io rispetterò la decisione della maggioranza. Non mi interessa chi sia il mio presidente o il mio primo ministro – Dio rimane sempre Dio”.




Redazione Papaboys (Fonte www.asianews.it)

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