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Un decreto al giorno leva il virus di torno? Per ora no. Ecco il nuovo testo in arrivo. 12 regioni arancioni

Il ministro della Salute Roberto Speranza, illustrerà nelle prossime ore le nuove misure al Parlamento. Proroga dell’emergenza, si va verso una proroga dello stato di emergenza fino al 30 aprile.

L’idea di decidere i passaggi di colore in base all’incidenza dei contagi sulla popolazione, che era stata avanzata dall’Istituto superiore di Sanità, è stata scartata da tutti, in quanto avrebbe avvantaggiato chi fa pochi tamponi e addirittura rischiava di essere uno stimolo a ridurre gli screening.

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Luca Zaia dal Veneto ribadiva anche ieri: «Abbiamo concordato che l’incidenza dei positivi è un fatto scientifico, ma funziona se tutte le Regioni fanno tamponi nella stessa percentuale. Non si può paragonare chi come noi ne fa 60mila al giorno con chi ne fa 400.

Se andiamo a pesca, io con la canna e l’altro con la rete a strascico, e lui ne prende di più, vuole dire che il suo mare è più pescoso? No». Bocciata anche la proposta dal presidente della Campania, Vincenzo De Luca, di dichiarare “zona arancione” tutto il territorio nazionale, si resta sul sistema delle fasce a colori. «Che finora ci ha permesso di evitare un lockdown generale. Guardate che succede nel resto d’Europa», sottolinea il ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia.

Rt, divieti e spostamenti

Ci sarà il rosso, e quindi lockdown, per chi ha un Rt superiore a 1,25 e un rischio “alto” o “moderato”. Parametri nei quali probabilmente già venerdì prossimo rientreranno Calabria e Lombardia. Il governatore Attilio Fontana già lo mette in conto.

Ci sarà arancione, con bar e ristoranti chiusi tutto il giorno, più divieto di spostamento fuori regione, con Rt superiore a 1. Ma potrebbe esserci anche con un Rt inferiore associato a un profilo di rischio “alto”, ovvero molti contagi al giorno, contact tracing in difficoltà, ospedali sotto stress.

In questa condizione si trovano già 11 regioni oltre alle due sopracitate: Emilia, Friuli, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Alto Adige, Trentino, Puglia, Umbria e Veneto. Ad alto rischio anche il Molise. Al momento dunque, nella fascia gialla resterebbero soltanto 8 regioni.

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