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Ucraina, rotta la tregua. Morti e accuse

Ucraina, rotta la tregua. Morti e accuseSi rialza la tensione nell’Ucraina orientale dopo i combattimenti fra le truppe di Kiev e i ribelli filo-russi che hanno causato almeno 32 morti in 24 ore, in particolare nella zona di Maryinka, a ovest di Donetsk.

Le accuse di Kiev
“Resta una colossale minaccia di ripresa di combattimenti su larga scala da parte di gruppi terroristici russi”, ha denunciato il presidente ucraino, Petro Poroshenko, in Parlamento, alludendo ai separatisti. “Le forze armate devono essere pronte al meglio per una ripresa dell’offensiva nemica nel Donbass come per un’invasione su larga scala lungo tutto il confine con la Russia”, ha sostenuto, denunciando che più di 9.000 militari russi si trovano sul territorio ucraino.Anche se al momento nessuno è in grado di verificare queste& accuse. 

Le controaccuse di Mosca
Da parte sua, la Russia ha accusato Kiev di cercare provocazioni alla vigilia del vertice del G7 in Germania e in vista del Consiglio europeo che il 25 giugno dovrà decidere sul rinnovo delle sanzioni Ue a Mosca. “C’è sicuramente un evidente tentativo di destabilizzare la situazione, di provocare tensioni”, ha denunciato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. La pace nell’est dell’Ucraina è messa sotto “costante minaccia” dalle azioni di Kiev, gli ha fatto eco il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, sottolineando che Kiev “sta cercando di non adempiere ai propri obblighi” riguardo ai rapporti con i ribelli del Donbass.

I morti
Secondo un alto comandante separatista, Eduard Basurin, sono 16 i ribelli e 6 i civili morti nelle ultime 24 ore, mentre tra i feriti si contano 24 civili e 86 ribelli. Da Kiev, si parla di 5 soldati ucraini uccisi e 39 feriti. Ma le cifre esatte non sono verificabili.

Ucraina, rotta la tregua. Morti e accuse

Ue. Mogherini: grave violazione della tregua
La situazione a Maryinka è tornata tranquilla dopo la battaglia di mercoledì pomeriggio, ma i venti di guerra allarmano l’Ue. I combattimenti avvenuti ieri intorno a Maryinka, vicino a Donetsk, nell’Ucraina orientale, “costituiscono la più grave violazione dallo scorso febbraio del cessate il fuoco deciso dagli accordi di Minsk”. Lo afferma un portavoce dell’alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, Federica Mogherini.

“Questa escalation è successiva allo spostamento di una grande quantità di armi pesanti verso la linea di contatto dei separatisti appoggiati dalla Russia, come segnalato dalla missione di monitoraggio speciale dell’Osce”, spiega il portavoce Ue. I nuovi combattimenti “rischiano di scatenare una nuova spirale di violenza e di sofferenza”.

Il cessate il fuoco, sottolinea ancora il portavoce, “deve essere pienamente rispettato e tutte le armi pesanti ritirate e tenute in siti di stoccaggio, aperti alla verifica degli osservatori dell’Osce. L’attuazione degli accordi di Minsk, che tutte le parti si sono impegnate a rispettare, può avere successo solo sulla base del cessate il fuoco, del ritiro permanente delle armi pesanti e di un regolare monitoraggio”. 

Gli Usa e la Nato
Preoccupazione è stata espressa anche dagli Stati Uniti che hanno messo in guardia Mosca, sottolineando che in caso di escalation ci saranno conseguenze. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha chiesto a tutti di attuare pienamenet gli accordi di Minsk, a partire dal ritiro dell’artiglieria pesante.

Kiev punta sull’intervento militare straniero
Intanto il Parlamento di Kiev, ha approvato una legge che autorizza il dispiegamento di forze straniere sul territorio nazionale ucraino per mantenervi la pace e la sicurezza. Il provvedimento subordina la presenza delle truppe a un mandato dell’Onu o dell’Ue ed esclude soldati di Paesi che siano coinvolti in “un’aggressione militare contro l’Ucraina”.

A cura di Redazione Papaboys fonte: Avvenire

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