Home News Res Publica et Societas Terrore a Monaco, il drammatico racconto di chi è riuscito a salvarsi

Terrore a Monaco, il drammatico racconto di chi è riuscito a salvarsi

Monaco è ancora sotto shock, ma la vita torna lentamente alla normalità. Con il cessato allarme e l’annuncio della polizia che l’unico attentatore è morto, si è suicidato, nella notte sono tornati a circolare le macchine e i mezzi pubblici, che erano stati sospesi in serata subito dopo la sparatoria. E’ diminuita anche la presenza della polizia in città, che sembrava infatti sotto assedio.

COMBO MONACO

Solo il centro commerciale Olympia resta off limits. La polizia scientifica in queste ore sta controllando ogni centimetro lungo la via di fuga del 18enne. La città si è svegliata con un cielo leggermente coperto, ma si annuncia una giornata di sole. Il traffico è ancora molto tranquillo in questo weekend di luglio. Il caos di ieri sera sembra tanto lontano, quando Monaco era in tilt: Ovunque sirene e lampeggianti. Le strade d’accesso alla città erano bloccate per consentire l’arrivo delle forze dell’ordine e dei soccorritori. Complessivamente 2.500 agenti di polizia e circa lo stesso numero di vigili del fuoco e soccorritori sono stati spostati da tutta la Baviera nel capoluogo. Addirittura dall’Austria uomini dei reparti speciali di polizia sono arrivati a Monaco, dove praticamente ogni incrocio è stato presidiato. Medici e infermieri sono stati chiamati in servizio. In serata, infatti, nessuno sapeva che piega avessero preso i fatti. Si parlava di tre attentatori in fuga, in nottata la polizia ha chiarito che i due uomini che si erano allontanati dal centro commerciale ad alta velocità con un auto, non c’entrano nulla con la sparatoria. Innumerevoli pendolari e turisti sono rimasti bloccati a Monaco.

Elicotteri sorvolavano la città e le forze dell’ordine controllavano tutte le macchine in uscita, temendo che un attentatore potesse scappare, causando code lunghe molti chilometri. La tensione era altissima. All’aeroporto di Monaco è stato effettuato un arresto, ma si è trattato solo di una lite degenerata tra un datore di lavoro e il suo dipendente. Anche i treni non circolavano più e così tante persone hanno passato la notte in vagoni letto, messi a disposizione dalle ferrovie tedesche.

A Monaco, la scorsa notte, non si trovava una stanza d’albergo. Poi è arrivato il tanto atteso cessato allarme. “I fatti sono conclusi, Monaco può voltare pagina”, ha detto un portavoce della polizia in conclusione della conferenza stampa. E gli abitanti di Monaco sembrano pronti a farlo.

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La sparatoria domina le prime pagine dei giornali e le radio e tv informano in continuazione sugli ultimi sviluppi. In mattinata si riunisce il comitato di sicurezza nazionale a Berlino e a Monaco gli inquirenti dovrebbero incontrare la stampa per chiarire, almeno in parte, i retroscena di questo folle fatto di sangue, che è costato 10 vite, compresa quella del killer.

Redazione Papaboys (Fonte www.ansa.it)

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