Strage in discoteca. Il papà di Mattia, 15 anni, all’obitorio: la mia vita è finita!

Strage in discoteca. Il papà di Mattia, 15 anni, all’obitorio: la mia vita è finita!

Le urla di dolore«Era mia figlia, aveva solo 14 anni, vi rendete conto…». Riesce a stento a tenersi in piedi, e urla in lacrime davanti all’obitorio degli Ospedali Riuniti di Ancona la madre di una delle vittime della strage avvenuta la notte scorsa nella discoteca ‘Lanterna Azzurra’ di Corinaldo dove sono morte sei persone (cinque adolescenti e una madre che aveva accompagnato il figlio al concerto di Sfera Ebbasta 

Discoteca

Tutti sono rimasti schiacciati o soffocati nella calca che si è formata probabilmente dopo che qualcuno ha spruzzato spray urticante.

Alla donna, sorretta da una parente, i sanitari presenti mettono una pesante coperta sulle spalle per coprirsi. Molti congiunti delle giovani vittime, arrivati all’obitorio, parlano in lacrime al telefono, altri siedono fuori della struttura impietriti dal dolore in una situazione quasi irreale. Alcuni genitori delle vitime attendevano i figli fuori dalla discoteca, attrezzati anche con coperte in auto per riportarli a casa alla fine del concerto. Per loro sono stati attivati servizi di assistenza psicologica.

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«Abbiamo visto dei corpi stesi per terra, coperti da teli bianchi e un uomo che si aggirava, come un sonnambulo… Continuava a ripetere “mia figlia è morta”». È il racconto – riferito da Leggo.it – di una donna arrivata all’ospedale di Torrette di Ancona per assistere la figlia di 14 anni rimasta ferita.

«La mia vita è finita», piange Giuseppe Orlandi, padre di Mattia Orlandi, 15 anni, di Frontone, uno dei 6 morti nella calca della discoteca di Corinado, all’uscita dell’obitorio dell’azienda Ospedali Riuniti di Ancona.
«Solo in Italia succedono queste cose, se è vero che quella è una discoteca che al massimo contiene 300 persone.  Miattia era andato con la navetta, era la seconda volta che ci andava. Mio figlio non me lo ridarà nessuno».

Con lui ci sono altri parenti e la moglie, dopo il riconoscimento della salma sono saliti subito in auto per lasciare Torrette.

di Silvia Natella

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