Strage di Istanbul, chi sono le 41 vittime

Mentre si susseguono le ipotesi sulla matrice dell’attentato di ieri seraall’aeroporto Ataturk di Istanbul, emergono lentamente i dettagli sulle 41vittime (il bilancio è ancora provvisorio) dell’attacco. Le autorità stanno lavorando per dare un nome ad ognuno di quei corpi rinvenuti tra le macerie, ma le operazioni di identificazione proseguono con difficoltà.

Security and rescue personnel gather outside Istanbul's Ataturk airport, early Wednesday, June 28, 2016. Two explosions have rocked Istanbul's Ataturk airport Tuesday, killing several people and wounding scores of others, Turkey's justice minister and another official said. A Turkish official says two attackers have blown themselves up at the airport after police fired at them. The official said the attackers detonated the explosives at the entrance of the international terminal before entering the x-ray security check. Turkish authorities have banned distribution of images relating to the Ataturk airport attack within Turkey. (ANSA/AP Photo/Emrah Gurel) TURKEY OUT

Secondo quanto reso noto da fonti ufficiali citate dalle agenzie, almeno 23 persone sarebbero di nazionalità turca e tra queste 18 sono state già consegnate ai familiari per celebrarne i funerali. Lentamente cominciano ad emergere anche le storie e le vite di alcune di queste persone, il quotidiano turco Hurriyet ne traccia alcuni profili: c’è Yusuf Haznedaroglu, che lavorava nell’aeroporto e che si sarebbe dovuto sposare tra 10 giorni.Mustafa Biyikli, 51 anni, tassista, una vita avanti e indietro tra lo scalo e le rive del Bosforo. Poi ancora, Ertan An, interprete, sposato con un figlio e un altro in arrivo tra pochi mesi: è morto mentre stava lasciando un gruppo di turisti in partenza. E Caglayan Col, 27 anni, che lavorava a un banco informazioni dello scalo. Intere famiglie spezzate dalla furia terrorista: Mahmut e Zeynep Cizmecioglu erano marito e moglie, entrambi lavoravano ai servizi di terra. E poi Gulsen Bahadir che una settimana fa aveva scritto sui social: “Non ho mai combattuto in vita mia”.

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Anche il numero degli stranieri rimasti uccisi continua a salire. Un ucraino e un iraniano sono stati i primi ad essere identificati. Col passare dei minuti poi si sono aggiunti 5 sauditi, 2 iracheni, un uzbeco, un cinese, un giordano. Anche un tunisino, il colonnello maggiore Fathi Baydouh, capo del servizio di pediatria dell’Ospedale militare di Tunisi. Era volato in Turchia insieme alla moglie per cercare di riportare a casa il figlio che due anni fa aveva deciso di raggiungere la Siria per arruolarsi nelle file dello Stato islamico, come migliaia di altri giovani tunisini. Ma non ce l’ha fatta. E infine una palestinese di 28 anni, Nisreen Melhem, in vacanza con la famiglia.

Redazione Papaboys (Fonte www.avvenire.it)

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