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Storia della Chiesa. 12 Marzo 2013: ‘Messa pro Eligendo Romano Pontifice’

Il 12 Marzo 2013 nella Basilica Vaticana, il Cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio Cardinalizio, insieme a tutti gli altri porporati celebrano la Santa Messa ed invocano lo Spirito Santo per l’elezione del nuovo Romano Pontefice. La Chiesa si ferma in preghiera. Invoca l’aiuto del Signore, affinchè sia scelto un papa secondo il cuore di Dio. Ripercorriamo la cronaca di quella giornata: i cardinali in processione a San Pietro, ore 10. I cardinali sono entrati in processione nella Basilica di San Pietro per la Messa “Pro Eligendo Romano Pontifice”. Tutti hanno baciato l’altare. La Messa di inizio del Conclave è stata celebrata in latino, fatta eccezione per le letture e alcune intenzioni di preghiera. Tutte le navate della Basilica di San Pietro erano gremite. Ai primi posti intorno all’altare, dopo i cardinali, c’erano vescovi e arcivescovi. Seguivano gli altri ecclesiastici, sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose. La basilica era anche affollata di semplici fedeli.

“Oggi vogliamo implorare dal Signore che attraverso la sollecitudine pastorale dei Padri Cardinali voglia presto concedere un altro Buon Pastore alla sua Santa Chiesa”. Lo ha detto il cardinale decano, Angelo Sodano, nell’omelia della messa “Pro Eligendo Pontifice”. “Ci sostiene in quest’ora – ha assicurato il porporato, nell’intento di tranquillizzare l’opinione pubblica preoccupata dalle voci sulla possibilità che il Conclave sia lungo – la fede nella promessa di Cristo sul carattere indefettibile della sua Chiesa. Gesù, infatti, disse a Pietro: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. L’atteggiamento fondamentale di ogni buon Pastore è dare la vita per le sue pecore. Questo – ha scandito il porporato – vale soprattutto per il Successore di Pietro, Pastore della Chiesa universale. Perchè quanto più alto e più universale è l’ufficio pastorale, tanto più grande deve essere la carità del Pastore. Per questo nel cuore di ogni Successore di Pietro sono sempre risuonate le parole che il Divino Maestro rivolse un giorno all’umile pescatore di Galilea: ‘Mi ami più di costoro? Pasci i miei agnelli… pasci le mie pecorelle!'”.

I notiziari televisivi e quelli de web, sono impegnati ad indovinare chi sarà il nuovo Pontefice della Chiesa Cattolica. Addirittura sono stati ripresi i porporati nel momento in cui arrivavano nell’Aula del Sinodo per l’inizio delle congregazioni.  Gli operatori dell’informazione hanno speso centinaia di righe per sottolineare con “chi”, “questo” o “quel” prelato sia approdato in Vaticano. Da qui sono nati i pronostici: i presuli Italiani appaiono divisi. Sono giunti per conto loro alla spicciolata. Gli americani sembrano più compatti, in quanto sono scesi tutti da un pulmino. I brasiliani a metà. Hanno raggiunto l’aula in due gruppi separati. I curiali non ne parliamo nemmeno…, ecc… E’ possibile stabilire cordate o previsioni da “come” i Padri sono arrivati nell’aula del sinodo? Altri giornalisti sono impegnati a stabilire quali Cardinali sono degni di entrare in Conclave. Intanto le candidature salgono e scendono a velocità impressionanti. Un noto vaticanista, riferendo su alcuni candidati eccellenti  considerati “papabili”, così si esprime: “Ouellet pensa di doversi «tener pronto”. O’Malley è “terrorizzato” all’idea di poter essere eletto, Dolan celebra messa nelle Grotte Vaticane. Un’atmosfera di “grande serenità e costruttività”, commenta padre Lombardi. Re, Sepe e Rodè si affiancano a Bertone. Sodano richiama la “solidarietà con tutta Chiesa in preghiera”. Si dibatte di diffusione della fede e “purificazione” anti-abusi. I nodi sono tanti e i porporati, specie stranieri, non si accontentano di discussioni superficiali. “È stata una giornata positiva, c’è una bel clima, in questi giorni il messaggio più importante è che la Chiesa è viva”, assicura l’austriaco Schoenborn”.

Secondo Tornielli, alcuni porporati pensano ad un Papa che annunci il vangelo in modo positivo. A parte il fatto che potrebbe significare che Benedetto lo abbia annunciato in modo negativo, bisogna chiedersi cosa si intenda per annuncio in modo positivo. Abbiamo varie possibilità.  La prima è che il Papa mostri un sorriso a trentadue denti. In questo caso sarebbero esclusi i cardinali con dentiere o privi di qualche dente.  La seconda è che il Pontefice ascolti le richieste del mondo. In questo caso i porporati potrebbero vagliare le suppliche e le petizioni dei teologi, delle associazioni, dei profeti itineranti, di qualche invitato all’ultimo Sinodo. Sarebbe un conclave mediatico, ma anche democratico. Ogni cattolico potrebbe esprimere la sua preferenza. Un bel sorteggio potrebbe favorire alcuni, che si vedrebbero assegnata la possibilità di trascorrere una settimana con il nuovo Successore di Pietro. I diritti televisivi dell’evento potrebbero essere devoluti in beneficenza. La terza è che il Papa adotti una pastorale del consenso. Potrebbe esordire come un qualsiasi presidente degli Usa ed adottare uno slogan. Potrebbe attuare il programma a scadenze, magari di Sinodo in Sinodo. “Santità, le famiglie allargate? “ .“Dopo il Sinodo del 2024″. La quarta è che il Papa faccia il Papa e che confermi nella fede con l’autorità che gli deriva da Cristo. La verità è il solo modo di un annuncio positivo. Anche nelle mutate condizioni dei tempi. Anzi, proprio per le mutate condizioni dei tempi.

Pochi si soffermano sulla natura del Conclave: E’ Dio che sceglie al di la’ delle qualità umane. La Scrittura insegna come il Signore si serve delle persone più impensate per portare agli uomini la parola di salvezza. Mosè, era un condottiero che non sapeva parlare. Isaia, era un uomo dalle labbra impure. Giona non voleva accettare il disegno di Dio su di lui. Maria, figlia del popolo e ragazza di Nazaret, paesino sperduto nella geografia dell’impero, accetta l’invito dell’angelo, Pietro, pescatore di lungo corso lascia le reti per seguire il maestro. I calcoli umani non coincidono mai con le scelte di Dio. Il vero volto della Chiesa in attesa del nuovo successore di Pietro è raffigurato dalla foto proposta all’inizio dell’articolo. Un Cardinale in ginocchio nella piccola Cappella dell’Aula sinodale in preghiera: è nel dialogo con Dio che maturano le scelte più importanti. Nel silenzio e nella contemplazione il Signore misteriosamente porta a compimento la sua opera. Gli interessi personali, le ambizioni, le lotte di potere dinanzi alla maestà dell’Altissimo non contano nulla. Alla fine, accadrà il miracolo: le aspettative umane saranno bruciate, perchè la volontà di Dio si realizzerà in modo inaspettato. Nella società odierna, tanti invocano una Chiesa “al passo coi tempi”. Al contrario non troviamo credenti che reclamano la Chiesa “al passo con Cristo”! Nessuno si ricorda come Dio i Comandamenti li ha dati perché vengano vissuti nella vita di ogni giorno. Gesù è chiaro: “Se qualcuno vuole venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mc 8, 34). Cosa vuol dire: “al passo coi tempi” e “rinnegare se stessi?” La Chiesa deve seguire Cristo Signore, non i tempi e le mode del mondo. Anche a costo di finire in croce. Pertanto più che parlare…. preghiamo! a cura di Ornella Felici

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