Home News Italiae et Ecclesia Silenzio che parla.... Papa Francesco davanti alla Sindone

Silenzio che parla…. Papa Francesco davanti alla Sindone

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Abbiamo scelto di non commentare i momenti intensi vissuti da Papa Francesco davanti alla Sindone nel corso del suo primo giorno di viaggio a Torino.

Un silenzio di preghiera e di venerazione davanti alla Sindone. Papa Francesco nel Duomo di Torino, durante la sua visita nel capoluogo piemontese in occasione dell’Ostensione e del bicentenario di san Giovanni Bosco, è rimasto seduto alcuni minuti con lo sguardo concentrato sul Telo che secondo la tradizione ha avvolto il corpo di Cristo. Si è «lasciato guardare», come ha detto che ci si deve atteggiare di fronte al Sudario nel suo videomessaggio per l’Ostensione televisiva del 2013. Non si è inginocchiato come san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI nei loro rispettivi incontri con la Sindone.

IL VIDEO DEI MINUTI DEL PAPA DAVANTI ALLA SINDONE!

Per Francesco accostarsi al Sacro Lino «non è un semplice osservare, ma è un venerare, è uno sguardo di preghiera», aveva affermato. «Direi di più: è un lasciarsi guardare. Questo Volto ha gli occhi chiusi, è il volto di un defunto, eppure misteriosamente ci guarda, e nel silenzio ci parla. Come è possibile? Come mai il popolo fedele, come voi, vuole fermarsi davanti a questa Icona di un Uomo flagellato e crocifisso? Perché l’Uomo della Sindone ci invita a contemplare Gesù di Nazaret. Questa immagine – impressa nel telo – parla al nostro cuore e ci spinge a salire il Monte del Calvario, a guardare al legno della Croce, a immergerci nel silenzio eloquente dell’amore».

Ecco le immagini del Pontefice davanti al Sacro Telo.

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Successivamente si è recato – sempre all’interno della Cattedrale torinese – a pregare davanti alla tomba del beato Pier Giorgio Frassati (1901 – 1925), il «santo giovane e dei giovani» indicato come modello di virtù cristiane da papa Benedetto XVI nel suo Messaggio per la XXVII Giornata mondiale della Gioventù 2012, e definito «un giovane di una gioia trascinante, una gioia che superava tante difficoltà della sua vita» da san Giovanni Paolo II.

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