San Gennaro diventa «multimediale»: il miracolo sarà in diretta streaming

È dedicata alla quarta opera di misericordia «Accogliere i pellegrini» la Lettera pastorale del Cardinale Sepe, presentata ieri mattina insieme alle iniziative per la festa di san Gennaro. Una festa seguita da 25 milioni di devoti nel mondo che da quest’anno sarà possibile vedere in streaming sul sito della diocesi www.chiesadinapoli.it e in diretta tv grazie ad un impianto di regia interna di ultima generazione di cui la Cattedrale ora è dotata. Occhi puntati dunque sulle ampolle contenenti il sangue del Patrono che verranno prelevate dall’arcivescovo martedì 19 settembre alle 10 nella Cappella del Tesoro.

Seguirà la processione fino all’altare maggiore, poi la Messa e al termine, se il sangue sarà sciolto, l’annuncio dell’avvenuto miracolo con lo sventolìo del fazzoletto bianco da parte di un membro della Deputazione.
Tra gli ospiti, oltre al governatore, al sindaco, al prefetto e al questore, il vice-presidente della Camera, Luigi Di Maio, il vice-presidente del Parlamento croato, Furio Radin. Il giorno prima, nel pomeriggio, il rito dei Vespri, con la processione che parte dalla chiesa di San Giorgio Maggiore. Quest’anno l’olio che tiene accesa la lampada votiva sarà donato dal vescovo di Acerra, mons. Antonio Di Donna. Si tiene domenica 17 invece la gara «Napoli corre per San Gennaro» che percorrerà le strade del Centro storico della città. Organizzata dalla Diocesi partenopea, insieme con il Comune di Napoli, la corsa prevede due modalità: competitiva (8 chilometri) e non competitiva (3 chilometri). Info: www.cronometrogara.it. Il 18 invece, grazie al Centro sportivo italiano, tre gruppi di tedofori porteranno, le «fiaccole della fede» che partiranno dalle Catacombe di San Gennaro, da San Gennaro ad Antignano e da San Gennaro alla Solfatara per raggiungere il Duomo. Tra le novità, la ristampa di un corposo volume del 1713 sulla vita del Santo scritta da Nicolò Carminio Falcone. Momenti di festa che non devono far dimenticare che la Chiesa ha missioni urgenti cui far fronte.






Una di queste è legata al fenomeno dell’immigrazione, di qui l’appello del cardinale contenuto nella Lettera pastorale dove si invitano le comunità parrocchiali ad adottare uno straniero ma anche un barbone o un ammalato, più semplicemente chi ha bisogno, perché, spiega l’arcivescovo: «I pellegrini non sono solo quelli che vengono da fuori ma anche i nostri cittadini, quelli che vivono nelle nostre città, nei nostri quartieri, a volte nei nostri palazzi, che si sentono purtroppo abbandonati perché hanno perso fiducia, speranza, i cosiddetti invisibili. Persone spesso percepite come un fastidio, una insopportabile minaccia, sconosciuti, migranti, clandestini». La Lettera pastorale che accompagnerà il cammino della Diocesi tutto l’anno pone l’accento sul fenomeno migratorio nel suo complesso: «Nessuno può ritenersi estraneo e indifferente di fronte a una calamità sociale di così vaste proporzioni. Dalle classi dirigenti, spesso spaventate dalla perdita del consenso, dobbiamo pretendere una strategia politica capace di accogliere e integrare». La Chiesa, pur non sostituendosi alle istituzioni, può fare la sua parte, facendosi carico di un sostegno materiale e morale, di un accompagnamento vigile e concreto di queste persone in percorsi di inserimento nella comunità. È questo l’impegno che vedrà la Diocesi impegnata nel cammino pastorale di quest’anno.




Fonte corrieredelmezzogiorno.corriere.it/Elena Scarici

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