Home News Corpus et Salus Il saluto di Papa Francesco alla 'Corsa dei Santi'

Il saluto di Papa Francesco alla ‘Corsa dei Santi’

Il saluto di Papa Francesco alla 'Corsa dei Santi'In Piazza San Pietro erano presenti per l’Angelus anche i numerosi partecipanti alla Corsa dei Santi e alla Marcia dei Santi, promosse rispettivamente dalla Fondazione Don Bosco nel mondo e dall’Associazione Famiglia Piccola Chiesa. Il Papa li ha salutati, esprimendo il suo apprezzamento “per queste iniziative che uniscono lo sport, la testimonianza cristiana e l’impegno umanitario”. Marina Tomarro, per la Radio vaticana, ha raccolto le voci di alcuni “corridori”, chiedendo innanzitutto cosa significhi oggi essere santi:

R. – Vuol dire provare anche noi, nella nostra realtà familiare, a portare un po’ di luce in mezzo agli altri. Noi cerchiamo di trovarla proprio all’interno della nostra famiglia e vogliamo cercare di capire come noi – da genitori, da papà, da mamma, da marito e moglie – possiamo portare un segno, un segno di santità nella nostra vita.

D. – In che modo si trasmette la santità anche al prossimo, magari anche a quelle persone che sono ancora un po’ lontane dalla fede?
R. – Mettendosi in moto, non rimanendo chiusi a casa ed avvicinandosi agli altri.
R. – Vuol dire fare una vita normale: senza fare niente di straordinario, ma vivere per l’amore di Gesù. Con l’esempio poi dei santi, che ci hanno preceduto, per noi è tutto più facile.
R. – Secondo me la santità si trasmette vivendo quello che siamo, come Dio ci ha fatto: quindi capaci di amare il prossimo come ci ama Lui. Se non si fa questo, se non si vive la bellezza dell’amore, si resta schiacciati dal peso di tutti i giorni.

D. – In che modo l’esempio dei santi ci può aiutare oggi?
R. – Loro non sono un modello da replicare, sono uomini e donne che hanno ascoltato il Signore e hanno trovato la strada per arrivare a Lui. Siamo tutti chiamati alla santità! Bisogna volerlo, non scoraggiarsi quando si cade e ricordarsi che siamo santi, perché Dio è santo e ci rende santi.
R. – Credo che per essere santi oggi e per trasmetterlo bisogna essere anzitutto se stessi ed essere poi felici nella semplicità. Quindi trasmettere nel quotidiano quei sentimenti positivi che popolano il tuo cuore. La ricchezza più bella è riuscire a condividerli con gli altri.

D. – Hai un santo di riferimento, un santo che ti protegge nei momenti difficili?
R. – Innanzitutto don Bosco, perché è con lui che ora sto crescendo. Però se devo pensare ad un santo che mi ha sempre guidato, penso a San Francesco e alla sua povertà e umiltà.
R. – I Santi Cosma e Damiano: io mi chiamo Cosimo e per questo ho questi santi come riferimento.
R. – Io ne ho due: uno è don Bosco, il santo dei giovani; e l’altro è san Giuseppe da Copertino che è il patrono degli studenti, visto che io sono una studentessa universitaria.
R. – San Francesco di Sales, perché è il santo della dolcezza. E ci vuole la dolcezza per riuscire ad attirare le persone e per vedere le opportunità nelle difficoltà.

A cura di Redazione Papaboys fonte: Radio Vaticana

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