Sai che oggi è la festa liturgica della Sacra Sindone? Ecco la preghiera che puoi recitare

Dal 1578, quando il Duca di Savoia Emanuele Filiberto ne curò il trasferimento da Chambéry, Torino custodisce nella Cappella collegata al Duomo, e dal 2000 nel Duomo stesso, l’eccezionale immagine che viene ritenuta tradizionalmente la Sindone evangelica. Ricerche scientifiche, anche recenti, non sembrano infirmare i dati della tradizione: studi e rilievi fotografici hanno svelato nelle impronte sindoniche la figura di un uomo con i segni della crocifissione. Il culto e la devozione alla Sindone si riferiscono, come quelli di ogni altra «reliquia» o raffigurazione della passione, alla persona divina del Redentore. Ci richiamano, sull’esempio offertoci particolarmente da san Carlo Borromeo, da san Francesco di Sales, dal beato Sebastiano Valfrè, alla meditazione dell’amore di Cristo, crocifisso e risorto per la nostra salvezza.

«Raccolti d’intorno a così prezioso e pio cimelio, crescerà in noi tutti, credenti o profani, il fascino misterioso di Lui e risuonerà nei nostri cuori il monito evangelico della sua voce, la quale ci invita a cercarlo poi là dove Egli ancora si nasconde e si lascia scoprire, amare e servire in umana figura» (Paolo VI, 23 novembre 1973).
L ‘inno può essere scelto tra quelli del Tempo pasquale oppure tra i canti del Repertorio regionale o di altre raccolte approvate.

Inno ufficiale della Santa Sindone (cf Omelia di Giovanni Paolo II)

Nobile icona del Figlio trafitto,
servo obbediente dal Padre esaltato:
mostra le stimmate del suo patire,
denso mistero di morte e d’amore.
Rit. Figlio di Dio per noi crocifisso!
Dalla tua croce siamo salvati,
dalle tue piaghe siamo guariti.
2. Specchio evangelico della passione
del Redentore che ha dato la vita:
fragile immagine d’ogni soffrire
dona conforto all’umano dolore.
3. Velo prezioso che affina lo sguardo
nel contemplare l’Agnello innocente:
egli ha pagato per darci speranza,
per riscattare la nostra esistenza.
4. Volto sublime traspare il riposo
del solo Giusto che ha vinto la morte:
splende divina bellezza d’amore
che nella croce redime il morire.
5. Bianco sudario di sangue intessuto
svela del corpo il supremo destino:
oltre il sepolcro ed il pianto del mondo
l’uomo è chiamato ad un fine stupendo.
6. Segno eloquente del sabato umano
quando la morte consuma il cammino:
nel compimento a promesse divine
l’alba s’annuncia di risurrezione.
7. Puro silenzio che attende il risveglio
quando la vita sarà trasformata:
Cristo è la luce che inaugura il giorno
d’ogni creatura che nasce all’eterno.
8. Mistica impronta che il cuore sorprende,
solo la fede ne illumina il senso:
ogni credente da Cristo “segnato”
vive con lui nel suo cielo infinito.
Testo di Anna Maria Galliano. Musica del Maestro Massimo Nosetti
Preghiera davanti alla Sindone   versione testuale
L’Amore più grande – Ostensione 2015
Signore Gesù,
davanti alla Sindone, come in uno specchio,
contempliamo il mistero della tua passione e morte per noi.È l’Amore più grande
con cui ci hai amati, fino a dare la vita per l’ultimo peccatore.È l’Amore più grande,
che spinge anche noi a dare la vita per i nostri fratelli e sorelle.

Nelle ferite del tuo corpo martoriato
meditiamo le ferite causate da ogni peccato:
perdonaci, Signore.

Nel silenzio del tuo volto umiliato
riconosciamo il volto sofferente di ogni uomo:
soccorrici, Signore.

Nella pace del tuo corpo adagiato nel sepolcro
meditiamo il mistero della morte che attende la risurrezione:

ascoltaci, Signore.
Tu che sulla croce hai abbracciato tutti noi,
e ci hai affidati come figli alla Vergine Maria,
fa’ che nessuno si senta lontano dal tuo amore,
e in ogni volto possiamo riconoscere il tuo volto,
che ci  invita ad amarci come tu ci ami.
Cesare Nosiglia 
Arcivescovo di Torino
Custode Pontificio della S. Sindone

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