Rimini, campo lavoro per sfuggire alla peste dell’individualismo

lambiasi1EMILIA ROMAGNA – RIMINI – “Viviamo in tempi in cui la speranza sembra in agonia e la profezia ormai defunta. Il Campo lavoro missionario della nostra diocesi è un forte segnale di speranza per sfuggire alla peste dell’individualismo che oggi sconvolge l’Occidente”. Il vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi, sottolinea il “valore culturale e profetico della raccolta pro missioni che torna per il 35° anno il 18 e 19 aprile. Sei punti di raccolta in quasi tutto il territorio diocesano di oggetti usati, da rivendere nei mercatini, e materiali di scarto da riversare sul mercato del recupero, 179mila euro di utile netto nel 2014, 150mila sacchi distribuiti ad altrettante famiglie, tremila volontari impegnati, sette progetti destinatari, non solo all’estero (torna il sostegno agli utenti della Caritas diocesana, che sono in aumento), e oltre 7mila alunni coinvolti nel progetto educativo nelle scuole, quest’anno incentrato sulla campagna Caritas “Cibo per tutti”: “Cambiare noi per cambiare il mondo” come recita lo slogan dell’iniziativa, è possibile. “Ognuno di noi può fare qualcosa. Chi avrà dato anche solo un bicchiere d’acqua fresca non perderà la sua ricompensa”, afferma monsignor Lambiasi citando la forza evangelica della raccolta, “il volto buono e vero di Rimini, che va avanti solo con le sue gambe e senza il quale – conclude il vescovo – la nostra diocesi non sarebbe la stessa”. Don Aldo Fonti, responsabile della Missio diocesana, mette in luce come il Campo lavoro sia riuscito in tutti questi anni a “costruire sinergie tra la realtà ecclesiale e la società civile, coinvolgendo anche i non credenti e chi non frequenta le parrocchie”. Apre l’edizione 2015 la Veglia per i missionari martiri, nella chiesa della Colonnella (Rimini) la sera del 24 marzo, giorno dell’anniversario del sacrificio di monsignor Oscar Romero, arcivescovo di san Salvador. “Dobbiamo opporci all’indifferenza – continua don Fonti -, rischiamo di assuefarci alle tante notizie di violenza che ci arrivano da ogni parte del mondo e, in particolare, dall’Isis. Questa Veglia vuole risvegliare con la preghiera il sostegno ai cristiani perseguitati”. Durante la serata, in collegamento telefonico, anche alcune suore salesiane presenti in Siria. La raccolta 2015 andrà in Albania (Fondazione Shen Asti a Berat per bambini abbandonati), Zimbabwe (missione della dottoressa Marilena Pesaresi all’Ospedale di Mutoko), Tanzania (per un dormitorio-scuola a Kilasara), Zambia (inserimento lavorativo giovani disabili), Etiopia (nuova scuola primaria a cura di padre Bernardo Coccia), Etiopia (ampliamento scuola materna delle Suore di Sant’Onofrio) e Caritas diocesana. Fonte: Agensir

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