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Racconti di una mistica italiana: Santa Gemma Galgani. ‘Gesù si mise accanto a me…’

Santa Gemma Galgani racconta l’esperienze mistiche

Dal Diario di Santa Gemma Galgani. Gesù le toglie la corona di spine e si trattiene amabilmente con lei, di­cendole che l’ama tanto perché simile a lui. Con il tempo, le dice, l’avrebbe fatta santa.

Il racconto della mistica:

Ieri? poi, alle quattro circa, mi venne un desiderio di unirmi un altro po’ con Gesù; mi provai e mi unii subito con lui. Per dire il vero, sentivo tanta ripugnanza, perché mi sen­tivo stanca, e senza forza; mi trovai di nuovo davanti a Gesù. Si mise accanto a me, ma non era più triste come la not­te, era più allegro; mi accarezzò un po’, poi contento con­tento mi levò la corona dalla mia testa (un po’ soffrii anche allora, ma meno) e se la ripose sul suo capo, e non sentii più nessun male; ritornai anzi subito in forze, e stavo meglio al­lora che avanti di soffrire.

Gesù poi mi domandò diverse cose; io pure gli dissi che non mi mandasse a confessare dal padre Vallini, ché non ci vado volentieri; Gesù allora si fece serio e un po’ arrabbiato mi disse che, subito che ne avessi bisogno, ci andassi. Glielo promisi e ci vado volentieri.

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Avevo sempre tante cose da dire a Gesù e lui sentivo che a poco per volta mi veniva a mancare; allora mi promise che più tardi, alle preghiere della sera, sarebbe tornato; ma allo­ra era anche più contento: mi aprì il suo cuore, che vidi scrit­te due parole che non capivo. Glielo chiesi di saperle; mi ri­spose Gesù: «Io ti amo tanto, perché molto mi somigli». «In che cosa, o Gesù», gli dissi, «ché mi vedo tanto dissimile a te?». «Nell’essere umiliata», mi rispose.

Il diario di Santa Gemma Galgani
Il diario di Santa Gemma Galgani

Capii allora bene ogni cosa, mi tornò alla mente la mia vita passata. Un grosso difetto è stata sempre la mia passione, la superbia. Quando ero piccola, in ogni posto ove an­davo, da tutti si sentiva dire che ero una gran superba. Ma Gesù, che mezzi ha usato per umiliarmi, specialmente in quest’anno! Infine ho capito chi sono veramente. Sia sempre ringraziato Gesù.

Mi aggiunse poi il mio Dio che col tempo egli mi avreb­be fatta santa” (qui non dico nulla perché è impossibile che accada di me quel che disse lui).

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Mi dette alcuni avvertimenti da dare al confessore e mi benedì. Capii, come sempre, che si allontanava per qualche giorno. Ma quanto è buono Gesù! Appena si parte lui, mi la­scia l’angelo custode, che con la sua continua carità, vigilan­za e pazienza mi assiste.

O Gesù, ti ho promesso che sempre obbedirò, e di nuo­vo lo affermo. Sia pure tutta la mia fantasia, sia pure lavoro del diavolo, in ogni modo voglio obbedire.

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