Quant’è bella la nostra Chiesa!

Molti lasciano la Chiesa, per gli errori della stessa, vediamo nella chiesa e nei suoi sacerdoti il punto di riferimento, l’intoccabile che non sbaglia, e ricevendo un torto ne risentiamo molto di più se è appunto un sacerdote a compierlo. Ma questa è la fragilità della natura umana, accettabile per carità, ma dobbiamo riuscire a rompere i nostri schemi, le nostre impostazioni anche familiari, che ci hanno imposto un certo modus vivendi; perché certo abbiamo la fragilità umana, ma non dobbiamo dimenticare che il giorno del Battesimo lo Spirito Santo ci ha innestati in Gesù, siamo diventati figlio di Dio a sua immagine, chiamati alla santità e quindi figli della Chiesa, che è la nostra casa e nostra madre, dove siamo cresciuti, e magari scorazzavamo nei cortili di qualche oratorio. La Chiesa è la famiglia degli uomini di Dio, la famiglia dei Cristiani che attraverso il battesimo sono stati resi partecipi della vita divina di Gesù, partecipando dei suoi sacramenti.

Fu Gesù a mandare lo Spirito Santo per unirci a lui, come il tralcio è unito alla vite, così la Chiesa è unita al suo fondatore, lui è il capo del corpo e noi siamo le membra, ma Gesù che è Dio guardava avanti, ha voluto dare una guida alla Chiesa nella figura degli apostoli e in particolar modo all’apostolo Pietro che agisce in materia di fede nell’infallibilità dello Spirito Santo che il Signore ha donato alla Chiesa, un uomo così semplice, un pescatore, così debole, che proprio nel momento di testimoniare la sua fede in Gesù lo rinnega, però allo stesso tempo non si lascia abbattere da questo peccato, la sua fede lo sorprende, è più forte di lui, e capisce che l’amore di Gesù è capace di coprire e perdonare ogni peccato se confessato con cuore umile e aperto; dice Santa Teresa di Lisieux: “Se avessi mai commesso il peggiore dei crimini, per sempre manterrei la stessa fiducia, poiché io so che questa moltitudine di offese non è che goccia d’acqua in un braciere ardente”; Gesù Cristo costruisce la sua Chiesa su un uomo che lo ha rinnegato, ci voleva mettere in guardia a motivo del nostro orgoglio di sentirci migliori degli altri, ci voleva evitare  il fatto di guardare i sacerdoti come gli intoccabili, come coloro che non sbagliano mai, i sacerdoti sbagliano come tutti per la condizione della fragilità umana, ma la loro missione e vocazione, il sacerdozio, va al di la delle fragilità, perchè è di origine divina; è Gesù che tramite il sacerdote ci assolve dai peccati, ci lava nel suo sangue, è Gesù che attraverso il sacerdote si nasconde in un piccolo pezzo di pane, è Gesù che benedice l’amore nel sacramento del matrimonio.

Ecco che Fratel Carlo carretto ci dice: lo Spirito Santo, che è l’Amore, è capace di vederci santi, immacolati, belli, anche se vestiti da mascalzoni e adulteri”. Ecco perche la Chiesa è Santa e peccatrice, costituita da uomini fragili ma sicuri che “le porte degli inferi non prevarranno sulla chiesa”, e nella fragilità chiamati a chiedere perdono. Non possiamo amare e predicare Gesù al di fuori della Chiesa, perche predicheremo solo noi stessi, la nostra mancanza di umiltà e di amore a Gesù; dice Sant’Agostino: “Vana è la predicazione di Dio se fatta al di fuori della Chiesa. Molte volte i nostri pastori ci chiedono di fare delle cose che a noi non piacciono, che non vogliamo fare, o addirittura ci chiedono di frenare il nostro entusiasmo del fare, ma bisogna capire che dietro quelle parole c’è la bellissima virtù dell’obbedienza, e noi siamo Cristiani e chiamati ad incarnarla proprio come Gesù la incarnò. Il più grande gesto di umiltà, un Dio che nasce e incarna la nostra natura umana, nasce povero e muore povero, e non solo, muore come agnello condotto al macello, ci ricorda il profeta Isaia. Certo non è facile intendere Dio e capire il mistero della Chiesa, ma ho voluto lasciarvi indegnamente questa riflessione, quando ci sentiamo migliori degli altri, quando ci viene fatto un torto, non allontaniamoci dalla Chiesa,ci facciamo solo del male, ci allontaniamo da Dio, da Gesù che l’ha voluta, che l’ha amata. Apriamo il Vangelo e Gesù ci insegnerà a mutare la nostra fragilità umana e il nostro orgoglio, il mio per primo. Pace e Gioia. di Piero Carollo

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