Putin telefona ad Obama per discutere una soluzione per l’Ucraina

Il presidente russo Vladimir Putin ha telefonato al suo omologo Usa, Barack Obama, per discutere possibili passi per una soluzione diplomatica alla crisi ucraina. Nella conversazione durata circa un’ora, Obama ha chiesto alla Russia di ritirare le sue truppe dai confini e di non violare ulteriormente la sovranità di Kiev. Putin ha lamentato le violenze degli estremisti contro russofili in diverse regioni del Paese. Egli ha anche accennato alla situazione della Transnistra, una regione fra la Moldavia e l’Ucraina, con una presenza militare russa, che nei giorni scorsi si è dichiarata repubblica autonoma e desidera essere annessa alla Russia. Obama ha anche chiesto una risposta scritta alla proposta che il segretario di Stato John Kerry ha presentato al ministro degli esteri Sergei Lavrov nei giorni scorsi all’Aia. Il piano di Kerry, elaborato insieme al governo ucraino e all’Unione europea (Ue), prevede lo spiegamento di osservatori internazionali in Crimea per proteggere la popolazione che parla russo e il ritorno dei militari russi all’interno delle loro basi. Intanto, a New York, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, ha dichiarato di aver ricevuto assicurazioni da Putin che egli non ha alcuna intenzione di compiere “azioni militari” in Ucraina. Una concentrazione di truppe russe al confine con l’Ucraina ha fatto temere che vi sia in programma una invasione russa nelle regioni orientali dell’Ucraina. Nei giorni scorsi Usa e Ue hanno varato diverse sanzioni contro personalità ufficiali e businessmen vicini a Putin, minacciando ulteriori sanzioni economiche. A causa di ciò la borsa di Mosca ha perso quasi 10 punti.

Durante la visita di Obama in Vaticano per incontrare Papa Francesco, sono emerse le preoccupazioni per le aree “calde” del pianeta. L’auspicio manifestato per “il rispetto del diritto umanitario e del diritto internazionale e una soluzione negoziale tra le parti coinvolte” nelle “aree di conflitto” nel mondo, è stato uno degli argomenti che hanno interessato i “cordiali colloqui” tra il Pontefice  e il Presidente statunitense Barack H. Obama. Intanto, nella situazione di incertezza ai confini, l’Ucraina si prepara a reggere un eventuale urto. Il parlamento ucraino ha innalzato a 55 anni il limite d’età per essere richiamati alle armi. Con questa nuova legge – approvata da 267 deputati (226 i voti necessari) – i cittadini ucraini di età compresa tra i 40 e i 55 anni “realizzeranno il loro dovere costituzionale di difendere l’integrità territoriale dell’Ucraina”. Di contro, Mosca preannuncia sanzioni a “paesi europei”. Nella guerra economica che si è aperta parallelamente alle minacce militari, dopo una prima fase di remissione la Russia passa ora al contrattacco, annunciando che adotterà ritorsioni contro “certi paesi occidentali” non specificati che hanno adottato sanzioni contro Mosca per l’annessione della Crimea. Si tratta di alcuni paesi europei, che hanno seguito l’esempio di Usa e Canada.  di Emanuela Graziosi

 

 

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