Primo Maggio, più di 200 milioni i senza lavoro nel mondo

Primo Maggio, più di 200 milioni i senza lavoro nel mondoAnche questo Primo Maggio purtroppo si caratterizza per la mancanza di lavoro in tante aree del mondo. Secondo l’Ilo, l’Organizzazione internazionale del lavoro, la debole ripresa economica non ha portato ad un deciso miglioramento sui mercati mondiali. Il quadro dei dati nel servizio di Alessandro Guarasci:

Ad oggi i disoccupati a livello mondiale rimangono più di 200 milioni. Secondo l’Ilo, nel 2019, con questa tendenza il numero globale dei senza lavoro supererà i 212 milioni. A questo va aggiunto che la crescita dei salari ha subito un rallentamento, passando dal 2,2 per cento del 2012 al 2,0 per cento nel 2013. Due regioni, l’Asia del Sud e l’Africa subsahariana, contano insieme per i tre quarti dell’occupazione a rischio nel mondo. L’America del Nord è in piena ripresa, l’Europa viaggia a più velocità. Eppure, si può risalire la china. Sempre secondo l’Ilo, il piano di investimenti su tre anni avviato dal presidente della Commissione Europea (CE) Jean-Claude Juncker potrebbe portare alla creazione di oltre 2,1 milioni di nuovi posti di lavoro entro la metà del 2018. L’opinione di Carlo Costalli, presidente del Movimento Cristiano Lavoratori:

R. – L’Europa dà alcune direttive in questo campo, soprattutto dal punto di vista delle riforme, soprattutto dal punto di vista di creare le condizioni perché riprendano gli investimenti. Poi sta anche ad alcuni Stati cercare di agganciare la ripresa che, in alcuni Paesi, sta partendo  o comunque  è più avanti che da noi in Italia.

Meno finanza, più investimenti, più innovazione. Molti economisti pensano che sia questa ricetta per far ripartire il lavoro. E un insegnamento forte viene da Papa Francesco, come dice Costalli:

R. – Quando lancia appelli forti su questa economia, con alcune dichiarazioni fortissime – “questa economia uccide”, “la finanziarizzazione dell’economia a scapito del lavoro” – non c’è dubbio che chiama in causa anche gli imprenditori, perché qui il rischio è anche quello che possa esserci una ripresa senza lavoro!

A cura di Redazione Papaboys fonte: Radio Vaticana

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