Preghiera potente da recitare in questo Lunedì dell’Angelo, 22 aprile 2019, per chiedere una grazia

Signore, che nessun nuovo mattino venga ad illuminare la mia vita senza che il mio pensiero si volga alla tua resurrezione e senza che in spirito io vada, con i miei poveri aromi, verso il sepolcro vuoto dell’orto! Che ogni mattino sia, per me, mattino di Pasqua! E che ogni giorno, ogni risveglio, con la gioia della Pasqua, mi giunga anche la conversione profonda, quella che sappia, in ogni situazione e in ogni persona, conoscerti 

Preghiera potente da recitare in questo Lunedì dell’Angelo, 22 aprile 2019, per chiedere una grazia

Donaci, o Signore, di cominciare una vita nuova nel segno della risurrezione del tuo Figlio. Fa’ che non ascoltiamo noi stessi, i nostri sentimenti, le nostre abitudini, le nostre paure, ma che ci lasciamo invadere da quella pienezza di Spirito, dono della Pasqua, che diffondi nella risurrezione del tuo Figlio, nel battesimo, nell’eucaristia e nel sacramento della riconciliazione. Siamo certi del tuo amore; crediamo la tua salvezza. Amen. Alleluja.

Preghiamo per chiedere una grazia e per ringraziare!

Ti voglio ripetere, oggi, mio Signore, le stese parole che altri ti hanno già detto. Le parole di Maria di Magdala, la donna assetata di amore, non rassegnata alla morte. E ti chiese, mentre non riusciva a vederti, perché gli occhi non possono vedere ciò che il cuore veramente ama, dove tu fossi. Dio si può amare, non si può vedere. E ti chiese, credendoti il giardiniere, dove eri stato messo.

A tutti i giardinieri della vita, che è sempre giardino di Dio, anch’io vorrei chiedere dove hanno messo l’Amato Dio, crocifisso per amore.

Vorrei anche ripeterti le parole della pastora bruna, quella del Cantico dei Cantici riscaldata o bruciata dal tuo amore, perché il tuo amore riscalda e brucia e guarisce e trasforma, e lei ti disse, mentre non ti vedeva ma ti amava e ti sentiva accanto: “Dimmi dove conduci il tuo gregge a pascolare e dove tu riposi nel momento del grande caldo”.

Io so dove tu conduci il tuo gregge.
Io so dove tu vai a riposarti nel momento del grande caldo.
Io so che tu mi hai chiamato, eletto, giustificato, gratificato.

Ma coltivo il desiderio sincero di venirti accanto calpestando le tue orme, amando il tuo silenzio, cercandoti quando è buoi o infuria la tempesta.
Non lasciarmi barcollare sulle onde del mare. Potrei affondare totalmente.

Vorrei gridare anch’io con Maria di Magdala:
“Cristo, mia speranza è risorto.
Ci precede nella Galilea delle genti”
E verrò da te, correndo, per vederti e dirti:
“Mio Signore, mio Dio”.

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