Piaghe di Cristo, piaghe dell’uomo

Ogni vocazione prevede il desiderio di donarsi e soprattutto di riconoscere i contesti umani più poveri nei quali c’è urgente bisogno di amore. Ogni persona merita questa attenzione soprattutto quelle che non lo meritano secondo i nostri criteri di giudizio. Più una persona è povera, irascibile e intrattabile più ha bisogno del nostro affetto e della nostra comprensione. Non esiste solo il Santissimo Sacramento da adorare devotamente nelle nostre belle Chiese, ma ogni persona è sacramento cioè rimanda a Dio, il quale ha voluto ognuno di noi su questa Terra per un motivo ben preciso.

Pochi giorni fa abbiamo venerato le piaghe di Gesù Cristo, ma le piaghe di tanti fratelli e sorelle le adoriamo? Sono troppe ancora oggi le vittime delle ingiustizie, della mafia e della corruzione, gli ammalati gravi che sono abbandonati a se stessi, orfani di genitori e della società, carcerati che vivono isolati dagli affetti ecc… Gesù Cristo è stato chiaro in Matteo 25: “ Chiunque avrà fatto questo ad uno dei miei fratelli più piccoli l’ha fatto a me!” Ma noi ancora perdiamo tempo ad addomesticare il Vangelo, a rinchiudere Gesù Cristo in quattro mura, a ridurre la fede a cose da dire e non a fuoco da incendiare.

I poveri con le loro piaghe ancora aperte ci aspettano, per mostrarci il volto così bello del Dio vicino e per farci la grazia della conversione: da devoti di cristianesimo a uomini cristiformi. L’unica forma per il cristiano è quella di una umanità simile a quella di Cristo.



di Roberto Oliva

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