Papa Francesco: tre gesti perché la Chiesa affronti la realtà

Otto giorni per tre colpi rilevanti

“In solo otto giorni, all’inizio di settembre, Papa Francesco ha messo a segno tre colpi di enorme rilevanza per la vita della Chiesa che chiamano tutti, gerarchia e fedeli, a un’urgente immersione nella realtà”. A sostenerlo è Luis Badilla Morales, giornalista della Radio Vaticana, responsabile del sito ‘Il Sismografo’, commentando tre dei più recenti documenti papali che lui considera “un’accorata, paterna, drammatica risposta ai problemi attuali della condizione umana”. Badilla si rifersice alla Lettera dedicata al Giubileo della Misericordia, datata 1° settembre, all’appello all’accoglienza dei profughi, pronunciato all’Angelus del 6 settembre, e alla riforma del processo canonico di nullità matrimoniale, realizzata con il Motu proprio pubblicato l’8 settembre. “Francesco – spiega Badilla – sa bene che la Chiesa in uscita rischia di essere una Chiesa ‘incidentata’, ma preferisce subire le conseguenze di un errore, di un atteggiamento esagerato, piuttosto che restare immobile, senza fare nulla, mentre i problemi si accumulano e si acuiscono”.

Papa Francesco: tre gesti perché la Chiesa affronti la realtà

Decisioni e gesti concreti

Nella Lettera – spiega ancora – il Papa ha voluto tracciare una sorta di promemoria in vista del Giubileo, indirizzato in maniera semplice e immediata alla coscienza del cristiano, per spiegare direttamente ai fedeli il significato operativo della misericordia. Lo ha fatto, ad esempio,  allargando la possibilità del perdono del peccato gravissimo di aborto procurato e incoraggiando i detenuti a vivere l’Anno Santo attaversando la ‘porta santa’ della loro cella”. “Ancora – spiega Badilla – invitando i fedeli a un gesto di accoglienza nei confronti dei profughi, Francesco affronta direttamente il tema della vera e propria ‘bomba’ migratoria che è esplosa nel cuore dell’Europa e che il vecchio continente sta gestendo a fatica”. “Di fronte a un’emergenza – commenta l’editorialista – il Papa ci mostra che servono misure urgenti. Se un paziente arriva in ospedale con un’emorragia il medico prima cercherà di fermarla, solo poi effettuerà le analisi per capirne le cause. Di fronte a frotte di bambini, donne e anziani che non sanno dove dormire e mangiare e non hanno assistenza medica, la Chiesa deve offrire ciò che ha: conventi, santuari, parriocchie”. “E infine – conclude Badilla – , portando a termine la riforma del processo di nullità matrimoniale, di cui nella Chiesa si discuteva da tempo, il Papa ha recepito delle istanze giunte dal Sinodo straordinario sulla famiglia e ha agito concretamente, dando un segno importante a tutta la comunità ecclesiale”.

Non abbiate paura

“Vedo un filo comune in questi tre atti diversi”, conclude il responsabile de ‘Il Sismografo’. “Il Papa sta invitando la Chiesa a non aver paura della realtà. Ad immergersi in essa e ha prendere decisioni a partire da essa, senza continuare a rinviare a domani. Perché ‘domani’ potrebbe essere troppo tardi”.

Di Fabio Colagrande per la Radio Vaticana

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