Papa Francesco: sperimentiamo la tenerezza di Dio per noi stessi

Papa Francesco: sperimentiamo la tenerezza di Dio per noi stessiUna riflessione profonda sulla tenerezza di Dio: questa l’omelia di Papa Francesco, pronunciata in spagnolo, nella messa celebrata nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Il Pontefice ha anche ricordato i cristiani copti decapitati da miliziani dello Stato islamico. Il servizio di Benedetta Capelli per la Radio Vaticana:

(parole in spagnolo)
“Sulla costa della Libia, 23 martiri copti erano sicuri che Dio non li avrebbe abbandonati e si sono fatti decapitare pronunciando il nome di Gesù! Sapevano che Dio, mentre tagliavano loro la testa non li avrebbe abbandonati”.

Papa Francesco parte dall’episodio cruento e drammatico, avvenuto alcuni mesi fa , in Libia. Definisce “martiri” i copti uccisi, sono loro l’esempio del totale affidamento a Dio, la prova che Lui nemmeno nei momenti più tragici si tira indietro. E’ chiara l’indicazione suggerita da Francesco ai sacerdoti che lo ascoltano e ai quali parla della tenerezza di Dio. Citando il profeta Osea, ricorda che il Signore salva dalla schiavitù del peccato, dall’autodistruzione, dalle schiavitù che ognuno di noi  ha dentro di sé. Salva e ama per come si è, nella vicinanza, nel prenderci in braccio, nell’imparare a camminare.

(parole in spagnolo)
“Quante volte penso che abbiamo paura della tenerezza di Dio e per il fatto che abbiamo paura della tenerezza di Dio non lasciamo che si sperimenti in noi stessi. E per questo tante volte siamo duri, severi, castigatori; siamo pastori senza tenerezza”.

Pastori che hanno il compito di andare a cercare la pecorella che si è smarrita e non restare a guardare le 99 che sono chiuse nel recinto. Così Francesco chiede ai sacerdoti di avere lo stesso atteggiamento di cura con i parrocchiani. “O siamo abituati a essere una Chiesa – afferma – che ha una sola pecora nel suo gregge e lasciamo che le altre 99 si perdano sul monte?” Non bisogna dimenticare la tenerezza di Dio, “è una grazia divina”: soggiunge il Papa che ricorda il cuore di Cristo pronto ad aprirsi quando si è soli, disorientati e persi.

(parole in spagnolo)
“Crediamo in un Dio che si è fatto carne e che ha un cuore e questo cuore oggi ci parla: “Venite a me. Se siete stanchi, oppressi e vi darà ristoro. Però i piccoli trattateli con la tenerezza, con la stessa tenerezza con la quale li tratto io. Questo ci dice il cuore di Gesù oggi e quello che in questa messa chiedo per voi e anche per me”.

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A cura di Redazione Papaboys fonte: Radio Vaticana / Livetwitting di Alessandro Ginotta

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