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Papa Francesco: la Quaresima è speranza, ma non si va in Paradiso in carrozza

La Quaresima, che inizia oggi Mercoledì delle Ceneri, è tempo di penitenza ma anche di speranza, un tempo che accompagna alla Pasqua, alla Resurrezione del Signore che ha salvato l’uomo dalla schiavitù del peccato. Lo ha detto Francesco all’udienza generale, in un’assolata Piazza San Pietro, spiegando anche ai fedeli che, come era solito dire Don Bosco, “non si va in paradiso in carrozza”. Il servizio di Francesca Sabatinelli per Radio Vaticana:

Quaresima, cammino verso la Luce del Signore Risorto
La Quaresima è un “cammino di speranza”, quaranta giorni che prendono “luce dal mistero pasquale”, il periodo verso il quale sono orientati. Francesco presenta questo tempo di preparazione alla Pasqua come il cammino verso il Signore Risorto, “che è la Luce”, che chiama “ad uscire” dalle tenebre:
“La Quaresima è un periodo di penitenza, anche di mortificazione, ma non fine a sé stesso, bensì finalizzato a farci risorgere con Cristo, a rinnovare la nostra identità battesimale, cioè a rinascere nuovamente ‘dall’alto’, dall’amore di Dio (cfr Gv 3,3). Ecco perché la Quaresima è, per sua natura, tempo di speranza”.
L’Esodo, l’uscita dalla schiavitù verso la libertà e la salvezza
Il Papa richiama il Libro dell’Esodo, che racconta l’uscita degli Israeliti dall’Egitto, la loro condizione di schiavitù, di popolo oppresso costretto ai lavori forzati. L’esodo verso la Terra della libertà che gli ebrei vivranno attraverso il deserto guidati da Mosé, incaricato dal Signore, durerà simbolicamente 40 anni, durante i quali il Signore dà loro la legge, per educarli ad amare Lui e ad amarsi tra loro come fratelli. 40 anni, spiega il Papa, è “il tempo di vita di una generazione” la quale, nonostante la tentazione del ritorno in Egitto, giunge alla Terra promessa:
“Tutto questo cammino è compiuto nella speranza: la speranza di raggiungere la Terra, e proprio in questo senso è un “esodo”, un’uscita dalla schiavitù alla libertà. E questi 40 giorni sono anche per tutti noi un’uscita dalla schiavitù, dal peccato, alla libertà, all’incontro con il Cristo Risorto. Ogni passo, ogni fatica, ogni prova, ogni caduta e ogni ripresa, tutto ha senso solo all’interno del disegno di salvezza di Dio, che vuole per il suo popolo la vita e non la morte, la gioia e non il dolore”
Non si va in paradiso in carrozza
“La Pasqua di Gesù è il suo esodo”, continua il Papa, un esodo con il quale Lui apre la via “per giungere alla vita piena, eterna e beata” e la apre arrivando fino “alla morte di croce”, è il suo sangue a salvare gli uomini “dalla schiavitù del peccato”:
“Ma questo non vuol dire che Lui ha fatto tutto e noi non dobbiamo fare nulla, che Lui è passato attraverso la croce e noi “andiamo in paradiso in carrozza”. Non è così. La nostra salvezza è certamente dono suo, ma, poiché è una storia d’amore, richiede il nostro “sì” e la nostra partecipazione al suo amore, come ci dimostra la nostra Madre Maria e dopo di lei tutti i santi”.






La conversione è un cammino da rinnovare sempre
E’ questa la dinamica del tempo di Quaresima, l’esodo di Cristo che apre agli uomini la strada del deserto dietro di Lui:
“Lui è tentato per noi, e ha vinto il Tentatore per noi, ma anche noi dobbiamo con Lui affrontare le tentazioni e superarle. Lui ci dona l’acqua viva del suo Spirito, e a noi spetta attingere alla sua fonte e bere, nei Sacramenti, nella preghiera, nell’adorazione; Lui è la luce che vince le tenebre, e a noi è chiesto di alimentare la piccola fiamma che ci è stata affidata nel giorno del nostro Battesimo”.
La Quaresima è dunque «segno sacramentale della nostra conversione», del cammino “dalla schiavitù alla libertà”, un cammino da rinnovare sempre – conclude il Papa – in cui si forma la speranza che, forgiata dalle prove, dalle tentazioni, dalle illusioni, dai miraggi, è forte e salda ”sul modello di quella della Vergine Maria, che in mezzo alle tenebre della passione e della morte del suo Figlio continuò a credere e a sperare nella sua risurrezione, nella vittoria dell’amore di Dio”.
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Fonte it.radiovaticana.va

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