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Papa Francesco: la festa dell’Ascensione ci ricorda che Gesù, anche se salito al cielo, è ancora con noi!

Annunciare, battezzare, insegnare e camminare sulla via insegnata dal maestro: questo è il messaggio di salvezza, che anche noi discepoli di oggi siamo chiamati a testimoniare. Anche noi ci sentiamo inadeguati come si sentirono gli Apostoli stessi.

Ma non dobbiamo scoraggiarci, ricordando la promessa di Gesù: ‘Io sono con voi fino alla fine dei giorni’. Come si realizza questa presenza – ricorda Papa Francesco – è per opera dello Spirito Santo.

Una domenica ancora ‘in sicurezza’ dalla Biblioteca apostolica per la recita del Regina Coeli di Papa Francesco.

regina coeli con Papa FRancesco
regina coeli con Papa Francesco

Nella solennità dell’Ascensione, che si celebra oggi in Italia e in altri Paesi, il Papa prima della recita del Regina Coeli, dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico, riflette sul brano odierno del Vangelo di Matteo che narra dell’ultimo incontro del Signore Risorto con gli Apostoli radunati in Galilea, “sul monte che Gesù aveva loro indicato”.

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Il simbolismo del monte

Il monte, ricorda Francesco, ha una forte carica simbolica, evocativa: è su un monte che “Gesù ha proclamato le Beatitudini; sui monti si ritirava a pregare; là accoglieva le folle e guariva i malati”.

Ma questa volta sul monte, non è più il Maestro che agisce e insegna, ma è Colui che chiede ai discepoli di agire e di annunciare, affidando a loro il mandato di continuare la sua opera.

Non scoraggiarsi di testimoniare

Annunciare, battezzare, insegnare a camminare sulla via tracciata dal Maestro, cioè il Vangelo. Questi, spiega il Papa, sono i contenuti della missione che Gesù affida agli Apostoli, una missione presso tutte le genti che coinvolge anche noi oggi:

Questo messaggio di salvezza implica prima di tutto il dovere della testimonianza, alla quale anche noi, discepoli di oggi, siamo chiamati per rendere ragione della nostra fede. Di fronte a un compito così impegnativo, e pensando alle nostre debolezze, ci sentiamo inadeguati, come di certo si sentirono anche gli Apostoli stessi.  Ma non bisogna scoraggiarsi, ricordando le parole che Gesù ha rivolto a loro prima di ascendere al Cielo: «Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo»

Gesù è ancora e sempre presente tra noi

Quella di Gesù è, dunque, una promessa di presenza “costante e consolante” che si realizza mediante il suo Spirito, che non solo “conduce la Chiesa” ma che opera la “remissione dei peccati” e “santifica” quanti, pentiti, “si aprono con fiducia al suo dono”. Con l’esperienza dell’Ascensione, spiega Francesco, Gesù inaugura lo stile della sua presenza nel mondo, presenza sempre viva nella Parola, nei Sacramenti, nell’azione costante e interiore dello Spirito Santo.

La festa dell’Ascensione ci dice che Gesù, pur essendo salito al Cielo per dimorare glorioso alla destra del Padre, è ancora e sempre tra noi: da qui derivano la nostra forza, la nostra perseveranza e la nostra gioia. L’esperienza degli Apostoli è anche la nostra. Cristo si sottrae ai nostri occhi fisici, e ci apre un altro sguardo, lo sguardo della fede, al di là dell’apparente e del transitorio: ci chiede di imparare a vedere la realtà che ci circonda alla luce della sua presenza come Risorto.

Lo sguardo della fede

Così cambia il nostro sguardo su chi ci passa accanto, accolto e amato in modo differente, perché, fa notare il Papa, “Cristo ne eleva la dignità e si fa modello da seguire”.

Infine, l’invocazione di Francesco alla Vergine Maria affinché accompagni il nostro cammino con la sua materna protezione; da Lei, dice, impariamo la dolcezza e il coraggio per essere testimoni nel mondo del Signore Risorto.

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