Papa Francesco in Calabria: I mafiosi sono scomunicati. La ‘ndrangheta adora il male

10489987_734054173325680_3257593128138015353_n - CopiaCASSANO ALLO IONIO – Parole forti durante la Celebrazione eucaristica che conclude la giornata di Papa Francesco in terra di Calabria. Papa Francesco ha trascorso una giornata con gli ‘ultimi’, senza presenze ingombranti di autorità nazionali. Il Vangelo della Celebrazione, alla quale hanno assistito oltre 250.000 fedeli è stato proclamato sia in italiano, sia in greco. Nelle parole di saluto, Mons. Galantino, vescovo di Cassano e segretario generale della Cei, si è rivolto a Francesco dicendo: “La mafia si nutre anche di coscienze addormentate. Qui c’è la Chiesa calabrese che vuole risvegliare le coscienze”.

“Nella Festa del Corpus Domini – ha detto Papa Francesco – celebriamo Gesù, pane vivo disceso dal cielo. Lui è la forza per il nostro cammino. Ringrazio il Signore che oggi mi dona di celebrare il Coprus Domini con voi, fratelli e sorelle della Chiesa di Cassano allo Ionio. Oggi è la Festa nella quale la Chiesa dona il Signore per il dono dell’Eucarestia. Oggi predomina il rendimento di grazie e l’Adorazione. E’ tradizionale in questo giorno la processione con il Santissimo Sacramento. Adorare Gesù Eucarestia è camminare con Lui. questi sono due aspetti che danno l’impronta a tutto il popolo cristiano. Un popolo che adora Dio ed un Popolo che cammina. Prima di tutto siamo un popolo che Adora Dio, che è Amore, che in Gesù Cristo ha dato tutto se stesso per noi.

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Noi non abbiamo un altro Dio fuori di questo. Quando all’adorazione del signore si sostituisce l’adorazione del denaro si fa peccato. Quando non si adora il Signore, si diventa adoratori del male, come quelli che vivono di malaffare e di violenza. La vostra terra tanto bella conosce i segni di questo peccato. L’andrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto e va allontanato. Bisogna dirgli di no!

“Oggi – ha insistito il Papa – lo confessiamo con lo sguardo rivolto al Corpus Domini, al Sacramento dell’altare. E per questa fede, noi rinunciamo a satana e a tutte le sue seduzioni; rinunciamo agli idoli del denaro, della vanità, dell’orgoglio, del potere, della violenza. Noi cristiani non vogliamo adorare niente e nessuno in questo mondo se non Gesù Cristo, che è presente nella santa Eucaristia. Forse non sempre ci rendiamo conto fino in fondo di ciò che significa questo, di quali conseguenze ha, o dovrebbe avere questa nostra professione di fede”.

Bisogna “adorare e camminare”, ha ripetuto Papa Francesco: “Adorare Dio nell’Eucaristia, camminare con Dio nella carità fraterna”. Quindi, ha espresso “sostegno” al vescovo, mons. Nunzio Galantino, al clero locale e a tutti i vescovi e i fedeli della Chiesa in Calabria, “impegnata coraggiosamente – ha sottolineato – nell’evangelizzazione e nel favorire stili di vita e iniziative che pongano al centro le necessità dei poveri e degli ultimi”. Alle autorità civili l’invito di Papa Francesco a “vivere l’impegno politico e amministrativo per quello che è, un servizio al bene comune”.

L’APPELLO AI GIOVANI

“La Chiesa – ha detto il Papa dopo aver chiesto di combattere la ‘ndrangheta – che so tanto impegnata nell’educare le coscienze, deve sempre più spendersi perché il bene possa prevalere. Ce lo chiedono i nostri ragazzi. Ce lo domandano i nostri giovani, bisognosi di speranza, Per poter rispondere a queste esigenze, la fede ci può aiutare”.

I giovani anche in Calabria sapranno opporsi “al male, alle ingiustizie, alla violenza con la forza del bene, del vero e del bello”. Lo ha detto il Papa nella omelia della messa che celebra nella Piana di Sibari, dopo aver incoraggiato il progetto Policoro, “un segno concreto di speranza”, ha detto, “per i giovani che vogliono mettersi in gioco e creare possibilità lavorative per sé e per gli altri”. “Voi, cari giovani, – ha raccomandato – non lasciatevi rubare la speranza!”.

Papa Francesco ha chiuso l’Omelia con questa esortazione: SE ADORERETE CRISTO E CAMMINERETE DIETRO DI LUI E CON LUI, LA VOSTRA CHIESA DIOCESANA E LE VOSTRE PARROCCHIE CRESCERANNO NELLA GIOIA DI EVANGELIZZARE E NELLA FEDE! Sarete una Chiesa nella quale padri, madri, sacerdoti, religiosi, catechisti, bambini, anziani, giovani camminano l’uno accanto all’altro, si sostengono, si aiutano, si amano come fratelli, specialmente nei momenti di difficoltà”.

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FOTOGALLERY DELLA S.MESSA DALLA PIANA DI SIBARI:

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1 COMMENTO

  1. Mi è sembrato molto importante il passaggio sui giovani; secondo me è importante scegliere la strada della mansuetudine anche quando si ridesta in noi un risentimento diffuso che ci porta a generalizzare, a soffermarci su quelle piccole o grandi ingiustizie che alimentano la ricerca di una sicurezza nel potere. Secondo me questi pensieri rendono solo tristi e soli: si cerca qualcosa per perdere sé stessi!

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