Papa Francesco: contro il ‘morbo’ dei primi posti c’è la via del servizio!

Insistere sulla via del servizio e dell’amore “in perdita”, contro il morbo dei primi posti.
Queste le parole di Papa Francesco all’Angelus di questa domenica in piazza San Pietro, dove il Pontefice insiste su uno dei grandi mali che affligge il mondo e non risparmia la Chiesa
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Francesco all’Angelus mette in guardia da un pericolo, anzi da un vero e proprio “morbo” che colpisce oggi tanti contesti umani: quello di ricercare i primi posti a danno degli altri, quello di costruire e occupare troni di potere, mentre Dio ha scelto il trono scomodo e doloroso della croce, la strada dura ma meravigliosa del servizio ai fratelli, soprattutto agli ultimi. Questa, sostiene il Papa, è “la via maestra che porta al Cielo”.

La via del servizio è l’antidoto più efficace contro il morbo della ricerca dei primi posti, è la medicina per gli arrampicatori questa ricerca dei primi posti, che contagia tanti contesti umani e non risparmia neanche i cristiani, il Popolo di Dio e la gerarchia ecclesiastica. Perciò, come discepoli di Cristo, accogliamo questo Vangelo come richiamo alla conversione, per testimoniare con coraggio e generosità una Chiesa che si china ai piedi degli ultimi, per servirli con amore e semplicità.

Rifiutare la mentalità del mondo

Lo spunto a questo monito arriva dall’odierna pagina del Vangelo di Marco, in cui Gesù, afferma il Pontefice, cerca, con grande pazienza, di correggere i suoi discepoli convertendoli dalla mentalità del mondo a quella di Dio. E alla richiesta di Giacomo e Giovanni che dicono al Maestro: “Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”, Gesù, pur riconoscendo il loro zelo e l’entusiasmo per la causa del Regno, li mette di fronte alla realtà dei fatti. Egli, prosegue Francesco, parla loro di un “calice da bere” e di un “battesimo” da ricevere e poi conclude: “sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato”.

Come dire: adesso seguitemi e imparate la via dell’amore “in perdita”, e al premio ci penserà il Padre celeste. E la via dell’amore sempre è in perdita, perché amare significa lasciare da parte l’egoismo, l’autoreferenzialità per servire gli altri.

Il trono scomodo della croce

Anche gli altri discepoli, che si arrabbiano con Giacomo e Giovanni per la loro richiesta, dimostrano di avere la stessa mentalità mondana e questo, aggiunge il Pontefice, offre lo spunto a Gesù per un’altra lezione che vale per i cristiani di tutti i tempi: “chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi, sarà schiavo di tutti”.

Il messaggio del Maestro è chiaro: mentre i grandi della Terra si costruiscono “troni” per il proprio potere, Dio sceglie un trono scomodo, la croce, dal quale regnare dando la vita: il Figlio dell’uomo – dice Gesù – non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti.

La preghiera per i missionari

Al termine della preghiera mariana, il Papa saluta i numerosi pellegrini presenti in Piazza, in particolare i polacchi della diocesi di Płock e della scuola “San Giovanni Paolo II” di Kartuzy; ricorda la beatificazione a Malaga del sacerdote gesuita Tiburzio Arnáiz Muñoz invitando i fedeli a seguire le sue orme ed essere operatori di misericordia e missionari coraggiosi. Quindi ponendo l’accento sull’odierna Giornata Missionaria Mondiale, che si svolge sul tema “Insieme ai giovani portiamo il Vangelo a tutti” fa pregare la Piazza con un’Ave Maria per tutti coloro che spendono la loro vita per annunciare Cristo, in terre lontane.
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Io penso a tanti cristiani, uomini e donne, laici, consacrati, sacerdoti, vescovi, che hanno speso la loro vita e la spendono adesso lontani dalla patria, annunciando il Vangelo. A loro, il nostro amore, la nostra gratitudine e la nostra preghiera.

Un pensiero speciale, Francesco lo rivolge al gruppo della Caritas Internationalis, guidato dal presidente, il cardinale Louis Antonio Tagle, con alcuni vescovi e persone provenienti da vari Paesi del mondo, impegnati nella campagna internazionale a sostegno dei migranti Share the Journey.
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Cecilia Seppia  – Città del Vaticano per Vaticannews.va

 

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