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Papa Francesco: all’università si insegni la grammatica del dialogo e dell’incontro

Papa Francesco visita la Pontificia Università Cattolica, fondata il 21 giugno 1888 su iniziativa dell’allora arcivescovo di Santiago, mons. Mariano Casanova. Dinanzi a centinaia di studenti ed esponenti del mondo accademico cileno, il Pontefice richiama l’urgenza di una “alfabetizzazione integrale”

Barbara Castelli – Città del Vaticano

Le università dovrebbero essere laboratori di dialogo e di incontro, capaci di superare ogni forma di frammentazione e interesse individuale. Nel suo terzo giorno in Cile, Papa Francesco visita la Pontificia Università Cattolica, nel 130.esimo anniversario di fondazione, e nel discorso ricorda che “l’intelligenza” e “l’eccellenza accademica”, “armonizzate con la fede, la giustizia e la carità, lungi dall’essere sminuite, acquistano una forza profetica”, soprattutto per quanti sono abbandonati a loro stessi a causa della “cultura dello scarto”.

Promuovere una alfabetizzazione integrale

Dopo il saluto del rettore, Ignacio Sánchez, che auspica che la presenza del Successore di Pietro possa aprire “nuovi spazi di dialogo” e suscitare un rinnovamento nell’ateneo, il Pontefice sottolinea che parlare di sfide oggi vuol dire ammettere che ci sono situazioni che richiedono un ripensamento, “una riflessione che non sia ingenua, utopistica e ancor meno volontaristica”. Dinanzi al vertiginoso moto di alcuni processi e cambiamenti, questo non vuol dire in alcun modo “frenare lo sviluppo della conoscenza”, ma rendere le università luoghi privilegiati “per praticare la grammatica del dialogo che forma all’incontro”.

Alla Pontificia Università Cattolica, dove – tra gli altri – ha compiuto i suoi studi San Alberto Hurtado, il Pontefice esprime nuovamente preoccupazione per la cosiddetta “società liquida”, come definita dal sociologo Zygmunt Bauman, dove “vanno scomparendo i punti di riferimento”. Oggi sembra che la “nuvola” sia “il nuovo punto di incontro”, rimarca, caratterizzato purtroppo dalla volatilità e dalla poca consistenza. Invece, bisognerebbe riscoprire il senso profondo del “noi”, della comunità, superando gli “interessi individuali” che generano conflitti e violenza.

Rigore scientifico e intuizione popolare

Tra centinaia di studenti ed esponenti del mondo accademico, che a più riprese interrompono il discorso con gli applausi, Papa Bergoglio ricorda, infine, la missione delle università, chiamate ad essere al “servizio della convivenza nazionale”, “laboratori” per il futuro di un Paese, “superando ogni logica antagonistica ed elitaria del sapere”. L’invito è quello di “cercare spazi sempre nuovi di dialogo più che di scontro; spazi di incontro più che di divisione; strade di amichevole discrepanza”. E in questo processo dinamico e virtuoso, “l’intuizione popolare” non dovrebbe essere silenziata, soprattutto pensando alla ricchezza culturale delle comunità aborigene. “La conoscenza – conclude il Pontefice – deve sempre sentirsi al servizio della vita e confrontarsi con essa per poter continuare a progredire”.

Il dono alla Pontificia Università Cattolica

Papa Francesco, dopo aver espresso soddisfazione per lo “sforzo evangelizzatore” e la “gioiosa vitalità” della pastorale universitaria dell’ateneo, “segno di una Chiesa giovane, viva e ‘in uscita’”, dona alla Pontificia Università Cattolica un atlante nautico attribuito a Bartolomé Oliva. Il facsimile, prodotto in soli 50 esemplari, riproduce fedelmente l’atlante nautico Urbinate latino 283 della Biblioteca Apostolica Vaticana. Il manoscritto è composto da 14 carte nautiche a colori su pergamena.

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