Papa Francesco all’Angelus: non lasciamoci trascinare dall’insensibilità egoistica!

Papa Francesco all’Angelus: non lasciamoci trascinare dall’insensibilità egoistica!

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Gesù stesso è la compassione del Padre verso di noi, non lasciamoci trascinare dall’insensibilità egoistica – è il tema centrale della riflessione di Papa Francesco durante l’incontro con i fedeli in piaxza San Pietro di questa domenica prima della recita della preghiera mariana dell’Angelus. “Gesù, propone come modello il samaritano, che amando il fratello come sé stesso, dimostra di amare Dio con tutto il cuore e con tutte le forze, ed esprime nello stesso tempo vera religiosità e piena umanità”

angelus.20gennaio2019

Le parole di Papa Francesco prima della recita dell’Angelus

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Oggi il Vangelo presenta la celebre parabola del “buon samaritano” (cfr Lc 10,25-37). Interrogato da un dottore della legge su ciò che è necessario per ereditare la vita eterna, Gesù lo invita a trovare la risposta nelle Scritture: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso» (v. 27). C’erano però diverse interpretazioni su chi si dovesse intendere come “prossimo”.Infatti quell’uomo chiede ancora: «E chi è il mio prossimo?» (v. 29). A questo punto, Gesù risponde con la parabola

 
Protagonista del breve racconto è un samaritano, che incontra lungo la strada un uomo derubato e percosso dai briganti e si prende cura di lui. Sappiamo che i giudei trattavano con disprezzo i samaritani, considerandoli estranei al popolo eletto. Non è dunque un caso che Gesù scelga proprio un samaritano come personaggio positivo della parabola. In questo modo vuole superare il pregiudizio, mostrando che anche uno straniero, anche uno che non conosce il vero Dio e non frequenta il suo tempio, è capace di comportarsi secondo la sua volontà, provando compassione per il fratello bisognoso e soccorrendolo con tutti i mezzi a sua disposizione.

Angelus


Per quella stessa strada, prima del samaritano, erano già passati un sacerdote e un levita, cioè persone dedite al culto di Dio. Però, vedendo il poveraccio a terra, erano andati oltre senza fermarsi, probabilmente per non contaminarsi col suo sangue. Avevano anteposto una regola umana legata al culto al grande comandamento di Dio, che vuole anzitutto la misericordia.
Gesù, dunque, propone come modello il samaritano  che amando il fratello come sé stesso, dimostra di amare Dio con tutto il cuore e con tutte le forze, il Dio che non conosceva, ed esprime nello stesso tempo vera religiosità e piena umanità.
Dopo aver raccontato la parabola, Gesù si rivolge di nuovo al dottore della legge che gli aveva chiesto «Chi è il mio prossimo?», e gli dice: «Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?» (v. 36). In questo modo opera un rovesciamento rispetto alla domanda del suo interlocutore, e anche alla logica di tutti noi. Ci fa capire che non siamo noi che, in base ai nostri criteri, definiamo chi è il prossimo e chi non lo è, ma è la persona in situazione di bisogno che deve poter riconoscere chi è il suo prossimo, cioè «chi ha avuto compassione di lui» (v. 37). 


Questa conclusione indica che la misericordia nei confronti di una vita umana in stato di necessità è il vero volto dell’amore. È così che si diventa veri discepoli di Gesù e si manifesta il volto del Padre: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36). 

La Vergine Maria ci aiuti a comprendere e soprattutto a vivere sempre più il legame inscindibile che c’è tra l’amore per Dio, nostro Padre, e l’amore concreto e generoso per i nostri fratelli.

I Saluti del Pontefice al termine dell’Angelus e l’appello per il Venezuela 

Cari fratelli e sorelle,
ancora una volta desidero esprimere la mia vicinanza all’amato popolo venezuelano, particolarmente provato per il perdurare della crisi. Preghiamo il Signore di ispirare e illuminare le parti in causa, affinché possano quanto prima arrivare a un accordo che ponga fine alle sofferenze della gente per il bene del Paese e dell’intera regione.
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Saluto di cuore tutti voi, romani e pellegrini dell’Italia e di varie parti del mondo: le famiglie, i gruppi parrocchiali, le associazioni.
In particolare, saluto i giovani della diocesi di Pamplona y Tudela, quelli del corso per formatori promosso da “Regnum Christi”, le Suore della Sacra Famiglia di Nazareth che celebrano il Capitolo generale, e i ragazzi della Cresima di Bolgare (Bergamo).
Invio un cordiale saluto ai fedeli polacchi che partecipano al Pellegrinaggio annuale di Radio Maria al Santuario di Czestochowa. Salutiamo a tutti i pellegrini polacchi.
A tutti auguro una buona domenica e, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

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