Papa Francesco all’Angelus: in questi giorni vediamo quanti portano la croce per gli altri!

papa francesco angelus

Gesù chiede ai suoi discepoli di prendere sul serio le esigenze evangeliche anche quando ciò richiede impegno e fatica.

Porre l’amore verso di Lui sopra ogni cosa, ci invita il Signore – lo ricorda prima della recita dell’Angelus di questa domenica in Piazza San Pietro, con i fedeli che tornano ad affacciarsi alla piazza.

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Il vero amore a Gesù – ha ricordato il Papa – include, per primo, il vero amore ai genitori ed ai figli. Gesù ci ricorda di prendere la croce e seguirlo: non c’è vero amore senza croce, cioè senza un prezzo da pagare di persone. E lo dicono tante mamme e tanti papà che si sacrificano tanto per i figli, e portano tante croci, perchè amano.

Portata con Gesù – ha ricordato Francesco – la croce non fa paura, perchè Lui è al nostro fianco e ci aiuta. Non conviene neanche agitarsi.

Papa Francesco inoltre, ha raccontato la vicenda di un bambino che porta i suoi risparmi in parrocchia per aiutare chi è colpito dalla pandemia, e ha aggiunto che un modo per sperimentare “la generosità e la gratitudine di Dio” ed una “riconoscenza contagiosa, che aiuta ciascuno di noi ad avere gratitudine verso quanti si prendono cura delle nostre necessità”. E poi ricorda il servizio del volontariato che è una grande forza del popolo italiano, si fa per servizio, ha detto il Vescovo di Roma.

E la “gratitudine, la riconoscenza, è prima di tutto segno di buona educazione, ma è anche un distintivo del cristiano. È un segno semplice ma genuino del regno di Dio, che è regno di amore gratuito e riconoscente”.

Dopo la preghiera il Papa ha ricordato che il 30 giugno, si terrà la quarta Conferenza dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite per “sostenere il futuro della Siria e della regione”: Pensate che ci sono bambini che hanno fame e non hanno da mangiare, “per favore che i dirigenti siano capaci di fare la pace” dice il Papa.

Il Pensiero del Papa è andato anche allo Yemen, “in modo speciale per i bambini, che soffrono a causa della gravissima crisi umanitaria. Come pure per quanti sono stati colpiti dalle forti alluvioni nell’Ucraina occidentale: possano sperimentare il conforto del Signore e il soccorso dei fratelli”.

Un pensiero poi ai partecipanti alla Messa in rito congolese che hanno pregato a Roma per la Repubblica Democratica del Congo e infine l’appuntamento a domani per la festa dei Santi Pietro e Paolo.

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