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Papa Francesco alla Porziuncola è un dono di misericordia!

Si respira aria di Paradiso nella minuscola chiesa che è custodita all’interno dellaBasilica di Santa Maria degli Angeli e che il mondo conosce come la Porziuncola. «Perché l’indulgenza plenaria che san Francesco chiese al Signore e alla Vergine e che papa Onorio III gli concesse non è altro che un abbraccio intimo con Dio e quindi un anticipo di Paradiso nel mondo», spiega il frate minore padre Rosario Gugliotta, custode di questa “piccola porzione di terra” (è ciò che vuol dire Porziuncola).

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La cittadina umbra ai piedi di Assisi è pronta a vivere un giubileo nel Giubileo. Infatti la Provvidenza ha voluto che l’Anno Santo della misericordia coincidesse con un anniversario caro alla spiritualità francescana: gli ottocento anni del Perdono di Assisi.

Le celebrazioni dell’anniversario si apriranno fra lunedì 1 e martedì 2 agosto proprio in occasione della festa del Perdono che si tiene ogni 2 agosto. Riconciliazione e misericordia, conversione e indulgenza plenaria sono le “bussole” del Giubileo voluto da papa Bergoglio.

E sono le colonne dello speciale dono che il Signore elargì al santo quando nella Porziuncola Francesco lo pregò «che tutti coloro che, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, ottengano ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe». E, a Onorio III che gli domandò per quanti anni volesse l’indulgenza, il Poverello rispose: «Padre Santo, non domando anni, ma anime».

Era il 1216. «La Porziuncola è una Porta Santa sempre aperta in perenne Giubileo – afferma il custode –. E ha anticipato anche il primo Anno Santo della storia della Chiesa indetto da Bonifacio VIII nel 1300». Ogni anno questo santuario del “Figliol prodigo” è meta di migliaia di pellegrini.

E anche papa Francesco si farà pellegrino alla Porziuncola giovedì 4 agosto. «Sarà un incontro straordinario – sottolinea padre Gugliotta –. Con la sua visita papa Bergoglio riconosce nel singolare privilegio concesso dai suoi predecessori a san Francesco una sorgente di misericordia. Davvero nella Porziuncola pulsa il cuore di Dio, come lui stesso ha detto». Per la sua catechesi il Pontefice ha scelto il brano del Vangelo di Matteo in cui Cristo chiede di perdonare settanta volte sette. «È un testo amato dal Papa– osserva il custode –. E al centro c’è la figura del servo a cui viene condonato dal re il suo debito ma che poi non usa misericordia. Ecco, chi sperimenta nella vita la misericordia di Dio ne deve fare dono ai fratelli. La misericordia vissuta e accolta chiede di essere misericordiosi e non contempla la chiusura in se stessi». Alle genti di Assisi san Francescoannunciò l’indulgenza gridando: «Voglio mandarvi tutti in Paradiso». Da allora ogni giorno si può ottenere questa “grande utilità spirituale” varcando la soglia della Porziuncola e per la festa del Perdono, dalle 12 del 1 agosto alle 24 del 2 agosto di tutti gli anni, entrando anche nelle chiese parrocchiali e nelle chiese francescane sparse per il mondo. Come a dire che il perdono e la pace sono davvero alla portata di tutti.

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«All’uomo contemporaneo – chiarisce padre Gugliotta – questo “beneficio” dice che mettendosi di fronte al Padre con il desiderio di un taglio radicale con il peccato si tocca con mano quell’eccesso di grazia che viene da Dio. E chi assapora l’infinito amore del Signore è chiamato a riversarlo su ciò che gli sta intorno. Come ha fatto san Francesco, possiamo chiamare ogni persona e ogni creatura fratello e sorella perché l’uomo si è riconciliato con l’Altissimo e quindi con il prossimo e con il Creato». Sarà il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, a dare il via ai festeggiamenti dell’ottavo centenario con la Messa di martedì alle 11 nellaBasilica di Santa Maria degli Angeli.

«Non abbiamo voluto organizzare un Giubileo di eventi – racconta il religioso –. Nei prossimi mesi ci impegneremo con un’attenzione ancora maggiore ad accogliere chi giunge alla Porziuncola assetato di misericordia». Partendo dal confessionale. «È una benedizione del cielo poter essere ministri della Riconciliazione qui. Sono centinaia le ore che ogni settimana come frati dedichiamo ad ascoltare gli uomini e le donne che aprono il loro cuore al Signore e a dispensare il perdono di Dio». In tutto la fraternità della Porziuncola è composta da settanta religiosi: quindici sono anziani infermi che il Papa incontrerà nell’infermeria. E poi ci sono anche tre frati che curano il centro Caritas ribattezzato “Casa papa Francesco” dove Bergoglio pranzò con i poveri quando venne la prima volta ad Assisi, nell’ottobre 2013, a pochi mesi dalla sua elezione al soglio pontificio.

Lunedì 1 agosto alle 11 è in programma l’Eucaristia presieduta dal ministro generale dei Frati Minori, lo statunitense padre Michael Anthony Perry. Del resto la Porziuncola è mater e caput (madre e capo) dell’Ordine. «Si tratta del luogo delle nostre origini», precisa il custode. E ne evidenzia l’impronta mariana. «Se Francesco l’ha amato così tanto, è perché qui vedeva l’icona in pietra di Maria e sentiva il calore del grembo di una madre. Il legame era così forte che, mentre stava per morire, ammonì i frati dal guardarsi bene dall’abbondare la Porziuncola. E aggiunse: “Questa è l’abitazione di Dio e della Vergine. Ciò che chiederete qui con fede lo otterrete”».

Nella mostra allestita nella sala San Pio X per raccontare l’indulgenza di Santa Maria degli Angeli si ricorda che manca la “carta”, la bolla che attesta la decisione pontificia. «Ma in ottocento anni non è mai venuto meno il fiume di fedeli che già dopo mezzo secolo dalla morte di san Francesco si riversava qui. Oggi i pellegrini portano con sé la mancanza di amore che si avverte nella nostra società, lo smarrimento per i drammi e le violenze che anche in questi ultimi giorni scuotano le coscienze, i riverberi delle conflittualità che minano le relazioni.
Ecco, il Poverello aveva messo nelle mani del Signore tutto questo e ancora adesso ripete che sulla terra l’armonia profonda è possibile ». Domani si conclude anche la tradizionale Marcia francescana che da tutta Italia porta i giovani alla Porziuncola. «Durante tutto l’anno gran parte dei pellegrini è rappresentato dai ragazzi – conclude il custode –. È l’urgenza di Dio che li fa giungere qui. E vedono nel santo una guida semplice che parla al loro cuore ed è in grado di condurli al Signore».

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