Padre Pio e quel miracolo di guarigione compiuto da 1000 km di distanza

Una storia bellissima di guarigione che ci fa notare ancora una volta lo straordinario dono della bilocazione di Padre Pio; dono che il buon Dio ha dato al santo frate.

Monsignor D’Indico, un noto prelato di Firenze, aveva una sorella che nel 1921 si ammalò di tifo. Il Monsignore consultò i migliori specialisti del tempo, ma l’ammalata peggiorava sempre più e i medici, a un certo punto, dissero che non esistevano più speranze di guarigione.

Allora, avendo sentito parlare di padre Pio, il prelato e gli altri parenti della donna decisero di rivolgersi a lui. Gli scrissero una lettera raccomandando la donna alle sue preghiere.
Il 20 luglio l’ammalata era in agonia.

Il Monsignore se ne stava nello studio, pregando. Alle 14.30 ebbe l’impressione di vedere una persona attraversare la stanza dietro le sue spalle.

Si girò e vide un frate che subito scomparve. Pensò a padre Pio e, ricordando i vari episodi di bilocazione di cui aveva sentito raccontare, si spaventò.

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Aveva paura di rimanere in quella stanza da solo e uscì. Nella stanza accanto, incontrò uno dei sacerdoti che lavoravano con lui e gli raccontò l’episodio. Quel sacerdote, pensando che Monsignore fosse vittima di un’allucinazione dovuta allo stato di stress e di angoscia in cui da giorni si trovava, gli disse: «Lei è troppo stanco, ha bisogno di riposare, di distrarsi almeno un poco. Andiamo, l’accompagno io, andiamo a fare una breve passeggiata all’aria aperta».

Padre Pio
Uscirono e quando rientrarono, una mezz’ora dopo, il Monsignore si sentì chiamare dalla sorella. Accorse nella camera dell’ammalata, che da giorni non dava segno di vita, e vide che la donna si era ripresa, non era più in agonia, aveva un aspetto sereno e parlava speditamente, seduta sul letto. «Ho visto padre Pio» disse la donna, e raccontò che il frate, una mezz’ora prima, era entrato nella sua camera e, avvicinatosi al letto, le aveva detto: «Non temere, domani scomparirà la febbre e tra qualche giorno sul tuo corpo non resterà traccia di male».

Lo aveva riconosciuto, quel frate era padre Pio e, felice di quell’incontro, aveva approfittato per parlare con lui.

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«Padre, ma voi siete un santo?», gli aveva chiesto.
«No, sono solo una creatura di cui si serve il Signore per le sue misericordie».
«Permettete che vi baci la veste».

«Bacia piuttosto i segni della Passione», aveva detto il frate, e le aveva mostrato le mani che erano trafitte e sanguinanti. L’ammalata le aveva osservate bene, quelle mani, e poi le aveva baciate. Aveva detto ancora al frate: «Padre, vi raccomando mio marito e la mia bambina».

«Prega, prega tu che sei buona e stai sicura che la tua bambina è sotto la mia protezione».
Padre Pio benedisse la signora e scomparve. L’ammalata migliorò. Il giorno dopo la sua febbre era scesa e otto giorni dopo la donna era completamente guarita.

Renzo Allegri,
Padre Pio, il Santo dei miracoli,
pp. 93-94

Foto copertina da www.lamadonnina.biz

Fonte www.settimanaleppio.it

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