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Onore ed una preghiera per Sasà. Ha dato la vita per ciascuno di noi. R.I.P.

La salma dell’ispettore Rosario Sanarico, sommozzatore del CneS della Spezia deceduto ieri all’ospedale di Padova dopo un tragico incidente mentre era impegnato nelle ricerche del corpo di Isabella Noventa sul fondo del fiume Brenta, è stata messa a disposizione dei famigliari dalla Magistratura. Al momento non si conoscono ancora le volontà della famiglia Sanarico, comprensibilmente molto scossa per il tragico evento.

sasa

Oggi la salma verrà esposta nella Chiesa dell’obitorio dell’ospedale civile di Padova, dove sarà predisposto un servizio d’onore, in attesa del ritorno alla Spezia.

«Un pensiero commosso alla famiglia dell’Ispettore Superiore Sanarico e alla Polizia di Stato. Ancora una volta la dedizione e l’impegno delle Forzeù dell’Ordine non conosce limiti, anche a sacrificio della propria vita». Lo afferma il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha inviato un telegramma al capo della Polizia, direttore Generale della Polizia di Stato, Alessandro Pansa, esprimendo il proprio cordoglio e la propria vicinanza ai familiari di Sanarico, il sub della polizia morto nella ricerca subacquea del corpo di Isabella Noventa.

Chi era Rosario Sanarico

L’ispettore superiore della Polizia di Stato Rosario Sanarico, 52 anni, in forza al nucleo sommozzatori del CNeS di La Spezia, morto ieri in seguito a un incidente durante le ricerche del cadavere di Isabella Noventa sul fondale del Brenta, era uno dei massimi esperti del settore. Nel corso della sua trentennale attività, aveva acquisito una notevolissima esperienza partecipando ad un gran numero d’interventi, spesso svolti in condizioni ambientali molto difficili, come ad esempio i soccorsi in occasione del naufragio della Costa Concordia, tanto da diventare uno dei sommozzatori della Polizia più esperti. Nato a Napoli il 10 ottobre del 1963 e dopo essere entrato in Polizia non ancora ventenne, nel 1984 Sanarico era stato assegnato al Centro Nautico e Sommozzatori della Polizia di Stato di La Spezia. Qui aveva frequentato il corso per operatore subacqueo come primo passo di una lunga serie di abilitazioni professionali conseguite in questo particolare settore operativo che lo avevano portato ad assumere incarichi di crescente importanza nell’ambito del CNeS di La Spezia. Il suo curriculum professionale vanta anche numerosi riconoscimenti conseguiti per l’attività svolta tra cui l’«Attestato di Pubblica Benemerenza» come testimonianza per l’opera e l’impegno prestato in interventi di protezione civile. Per le sue spiccate doti umane e professionali, «Sasà», com’era affettuosamente chiamato, era considerato dai dirigenti del Centro Nautico di La Spezia un prezioso collaboratore ed era diventato un punto di riferimento per tutti i sommozzatori della Polizia di Stato. Era molto apprezzato anche fuori dall’ambiente professionale per il suo carattere generoso e leale. Lascia la moglie Antonella ed i figli Alessio ed Annavera.




di Redazione Papaboys

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