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Non indebolire la famiglia. Le prime pagine dei giornali diocesani

CG27465pL’OPINIONE DEL TERRITORIO – I settimanali cattolici, in uscita in questi giorni, riprendono le parole del cardinale Bagnasco nella prolusione all’Assemblea Cei. “La sua prolusione – concordano le testate Fisc – ha toccato diversi temi, alcuni essenziali per le vicende del nostro Paese e anche della comunità cristiana”.

“È irresponsabile indebolire la famiglia”. I giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, riprendono le parole del cardinale Bagnasco nella prolusione all’Assemblea della Cei. “La sua prolusione – concordano le testate Fisc – ha toccato diversi temi, alcuni essenziali per le vicende del nostro Paese e anche della comunità cristiana”. Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: la politica italiana, il maltempo, l’anniversario della caduta del Muro di Berlino, cronaca e vita delle diocesi. Proponiamo una rassegna degli editoriali giunti ad oggi in redazione.
La prolusione del cardinal Bagnasco. “Preti, lavoro, famiglia, scuola”. Sono gli argomenti al centro della prolusione del cardinale Angelo Bagnasco all’Assemblea generale della Cei, che sono ripresi dai giornali della Fisc. “Il tema portante dell’intervento del presidente dei vescovi italiani” è “la vita e la formazione permanente del clero”, sottolinea Alberto Margoni, direttore di Verona Fedele (Verona), che evidenzia: “Soprattutto in questo frangente storico contrassegnato dalla complessità e dalla crisi antropologica e valoriale, c’è bisogno di preti di spessore, sotto l’aspetto umano, spirituale, culturale, comunitario e pastorale. Uomini-ponte che favoriscono l’incontro tra Dio e il mondo e non diaframmi che bloccano la ricerca di senso, che spengono lo stoppino di chi non rientra in certi schemi, magari pure validi in passato ma oggi non più adeguati”. “Per fortuna, oggi, nelle comunità è vivo e molto apprezzato il rispetto per colui che ha dedicato la sua vita per essere guida spirituale per bambini, giovani, anziani, famiglie, ammalati. Per un buon sacerdote non vi è molto tempo per pensare a se stesso”, afferma Pierluigi Sini, direttore della Voce del Logudoro (Ozieri). Presenza (Ancona-Osimo) rilancia un articolo di M.Michela Nicolais sulla prolusione pubblicato dal Sir: “Di famiglia il card. Bagnasco ha parlato nella parte iniziale e finale della prolusione: ‘È irresponsabile indebolirla’. Non sono mancati riferimenti a temi di stretta attualità, come il lavoro” e “la globalizzazione” e poi “un identikit” del sacerdote. Per Davide Maloberti, direttore del Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), “oggi, invece, è sempre più chiaro che il cristianesimo infastidisce. Perché mai l’accanimento nel picconare la famiglia e nel dilagare dell’ideologia del gender? Perché la ricerca affannosa di un benessere perduto senza ascoltare la voce dei Paesi poveri favorendo in quei luoghi un vero sviluppo? È il trionfo del nichilismo che sottomette le menti – ha ammonito il cardinal Angelo Bagnasco all’Assemblea generale della Cei -. Indebolendo la famiglia ‘con distinguo pretestuosi’ – ha aggiunto -, si vuole “confondere la gente e scalzare culturalmente e socialmente il nucleo portante della persona e dell’umano”. “Lavoro, scuola e famiglia” sono stati al centro della prolusione del cardinale Bagnasco, ricorda Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina). In particolare, parlando della famiglia il porporato ha messo in evidenza che “è irresponsabile indebolirla”. Insomma, “parole chiare, inequivocabili, quelle pronunciate dall’arcivescovo-presidente che ha anche toccato il tema della scuola, anche quella cattolica, ricordando come non sia la scuola dei ricchi, ma di coloro che decidono, sulla propria pelle, e a costo di sacrifici, per l’educazione dei figli, il loro vero tesoro. E pagano le tasse come tutti, ma senza ricevere dallo Stato ciò che ricevono gli altri”.
Politica italiana. Riflettendo sulle voci delle future dimissioni di Giorgio Napolitano, Paolo Lomellini, editorialista della Cittadella (Mantova), evidenzia: “Questo rappresenta una sfida per il nostro Paese”, ma anche “l’occasione di un risveglio, dell’aprire gli occhi sulla mediocrità degli aneliti che hanno popolato il nostro immaginario e riconoscere la necessità di voltare pagina”. Il Popolo (Tortona) rilancia un articolo di Francesco Bonini, pubblicato dal Sir: “Sempre l’elezione dell’inquilino del Quirinale, ad eccezione delle due avvenute al primo turno, è stata terreno di scontri coperti, di vendette, di alchimie e di trabocchetti. Ma oggi forse non ce lo possiamo permettere: la nostra credibilità internazionale resta infatti sotto stretta osservazione”. Non solo il dopo Napolitano preoccupa i giornali Fisc. A proposito del rapporto su “La Buona Scuola”, Giorgio Zucchelli, direttore del Nuovo Torrazzo (Crema), dice che “si apprezzano soprattutto l’aver posto la scuola al centro del dibattito politico nel Paese”, “si critica un’autonomia che risulta ancora troppo debole”, “manca ogni riferimento alla libertà di scelta della scuola da parte delle famiglie”. Partendo dall’annuncio che sono stati confermati in Veneto “gli stanziamenti degli ultimi anni” per le scuole paritarie, i settimanali delle nove diocesi del Veneto scrivono in un editoriale comune: “Da anni le scuole dell’infanzia garantiscono un servizio pubblico di assoluta qualità a un costo di molto inferiore a quello che costerebbe a Stato e Regione”. Dalla politica nazionale a quella locale. Si avvicinano le elezioni regionali e Pietro Pompei, direttore dell’Ancora (S.Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto), sostiene: “A noi cattolici giunge l’invito di Papa Francesco ad uscire e a considerare la politica luogo privilegiato per l’evangelizzazione. I cattolici non ci vanno sprovveduti. Possono attingere alla Dottrina sociale cattolica”. E a proposito di elezioni, l’Ora del Salento (Lecce) fa notare: “Nel varo della nuova legge elettorale sono tante le negatività che devono, con urgenza, essere rivedute e corrette”. Si ritorna alle urne per il governo regionale e Raffaele Facciolo, direttore di Comunità Nuova (Catanzaro-Squillace), mette in luce che “suona per la Calabria la campana di un raduno delle intelligenze, delle capacità volitive”. E Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine), rileva che “il grande successo della consultazione referendaria” per “l’indipendenza della Catalogna ha spinto un istituto di ricerca nostrano a saggiare l’umore degli italiani riguardo al ‘secessionismo’”. L’Avvenire di Calabria (Reggio Calabria-Bova) parla di “una periferia abbandonata del Comune di Reggio Calabria: Santa Venere. La protesta attuata dagli abitanti di questa frazione è stata l’astensionismo dalle ultime convocazioni elettorali”. Ferdinando Sallustio, direttore dello Scudo (Ostuni), riporta le considerazioni del nuovo sindaco, Gianfranco Coppola, a cinque mesi dall’elezione. Cammino (Siracusa) denuncia “la palese incapacità del governo centrale di liberare la Sicilia dalla radicata oppressione” di “un sistema che trae la sua forza indomita dalla violazione delle leggi”.
Maltempo. Il maltempo sta di nuovo avendo effetti devastanti sul nostro territorio, come in Liguria. “Da ponente a levante – specialmente questa volta a Chiavari – la popolazione sta facendo la conta dei danni e c’è di nuovo chi piange per le vittime di alluvioni previste, ma soprattutto temute a motivo dell’incuria nella quale è stata abbandonata la nostra terra”, denuncia Silvio Grilli, direttore del Cittadino (Genova). “Non si può negare che gli effetti più gravi provengono dall’incuria e dall’irresponsabilità delle gente e dei suoi governanti. L’uomo si è sentito padrone del mondo e della natura. Padrone, non amico, non custode. Si è servito irresponsabilmente della terra donatagli dal Creatore, senza amarla” e “la natura, violentata e tradita, si è alla fine ribellata”, scrive Vincenzo Rini, direttore dellaVita Cattolica (Cremona). Sulla stessa lunghezza d’onda Walter Lamberti, direttore della Fedeltà (Fossano): “Ancora allerta maltempo. Allarme, allagamenti. E si torna a parlare di catastrofi naturali, anche quando la componente “naturale” forse non è quella determinante, ma lo è l’incuria, l’inosservanza di leggi, norme, buon senso o la speculazione che ha molto più a che fare con le persone e le scelte che con Madre natura”. Elio Bromuri, direttore della Voce (Umbria), pone una domanda: “È troppa l’acqua che si abbatte sulla nostra terra, e con troppa violenza, oppure l’uomo – che conosce la forza e la possibile violenza della natura – non si è preso cura di tutelarsi adeguatamente?”. Di fronte al pericolo alluvioni, Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), avverte: “Non vorremmo dare altro lavoro alla nuova Città metropolitana ma è evidente che deve farsi carico, almeno nel nostro territorio provinciale, dei problemi relativi alla difesa del suolo ed alla tutela idrogeologica”. Il Corriere Eusebiano (Vercelli) precisa che “non poteva essere più drammatico il 20º anniversario dell’alluvione del 1994: tra lunedì e mercoledì il maltempo si è accanito anche sulla nostra provincia provocando esondazioni, frane e smottamenti”. Dai disastri ambientali alle tecnologie per l’ambiente. Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), parla di Ecomondo: “La fiera per eccellenza delle tecnologie e dei sistemi per l’ambiente, per essere compresa fino in fondo, andrebbe spiegata per immagini e con video dimostrativi”.
L’anniversario caduta del Muro di Berlino. Non mancano editoriali sul venticinquesimo anniversario della caduta del muro di Berlino. “L’andamento della storia non è mai un avanzamento continuo su tutti i fronti. Spesso si ha l’impressione che le conquiste aprano non spazi nuovi di vivibilità, ma di ulteriori conflitti, da qui la tentazione di ritornare al passato negando i passi fatti. Invece certe conquiste devono rimanere per sempre. L’abbattimento dell’infame muro di Berlino, compiuto con la forza della verità, della giustizia e della fratellanza segna la strada giusta per affrontare le ulteriori sfide della storia”, rileva Gianpiero Moret, direttore dell’Azione (Fabriano-Matelica). LaValsusa (Susa) scrive: “Il mondo, l’Europa e, in fondo, anche il cortile di casa nostra – a 25 anni dall’abbattimento del muro di Berlino che divideva in due una città e una nazione – sono migliorati, almeno un po’. O forse tanto. Certo, siamo ben lontani da un solo, unico, saggio, equo governo del pianeta terra”.
L’informazione locale. Della campagna abbonamenti scrive Giovanni Tonelli, direttore del Ponte (Rimini): “A che serve un giornale, una radio, una tv che smettono di fare inchieste e semplicemente ripropongono come articoli i comunicati stampa e fungono solo da amplificatore di chi ha già risorse e potere? È in gioco la democrazia. E per noi che siamo Chiesa è anche in gioco il ruolo cui ci chiama continuamente il Papa, di essere missionari, di uscire dalle sacrestie, di andare dove la gente vive, anche di sporcarci le mani… il Ponte questo lo fa da quasi 40 anni, ma oggi i lettori ci devono aiutare a portare avanti bene questo impegno, con il loro aiuto, cominciando dall’abbonamento”. IlNuovo Diario Messaggero (Imola) e l’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri) rilanciano un articolo di Francesco Zanotti, pubblicato dal Sir, che tocca da vicino i problemi dei settimanali diocesani: “Solo pochi giorni fa si è appreso che il governo Renzi non sarebbe in grado di quantificare l’ammontare del Fondo per l’editoria da cui attingere per i contributi 2013, da distribuire tra poco più di un mese. Non è possibile che a fine anno l’esecutivo dica ai diretti interessati: sapete, non sappiamo se avremo fondi per voi. Dopo lo choc occorre rimboccarsi le maniche”. Anche ilPopolo (Concordia-Pordenone) parla della sua mission: “Una voce quella de ‘Il Popolo’, che è aiuto importante per portare a conoscenza le vicende che coinvolgono le nostre comunità nei vari ambiti: il mondo del lavoro, la formazione umana e cristiana, la famiglia, i problemi della povertà, la promozione della solidarietà”.
Cronaca. Diversi gli spunti dalla cronaca. A proposito dell’apertura domenicale delle attività commerciali, LucianoSedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), osserva: “La domenica sta per essere inghiottita dal tritacarne-mercato perché la persona e la sua dignità sono sempre più un’appendice. E noi cristiani non siamo indenni da responsabilità”. Ancora si parla del suicidio assistito di Brittany, come fa Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-Sanseverino Marche): “Brittany si è data da sola la morte ricorrendo al suicidio assistito da un medico. Ha scelto anche il giorno. Era il 1° novembre, festa di Ognissanti. Una scelta in contrasto stridente con il senso vero della vita dataci dal Creatore in dono. Inoltre la sua decisione da troppe parti è stata esaltata come scelta di ‘morte con dignità’”. Mancano pochi giorni al verdetto finale sulla vicenda Eternit e la Vita Casalese (Casale Monferrato) esprime “la speranza” che “venga riconosciuta giustizia per le migliaia di vittime in Italia e in tutto il mondo”. A proposito della Fondazione Maugeri, Alessandro Repossi, direttore del Ticino (Pavia), scrive: “Non c’è altro tempo da perdere se si vuol salvare una delle strutture sanitarie d’eccellenza di Pavia”. Un’altra vicenda giudiziaria è ricordata da Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi): “Anche se con l’archiviazione non si condanna nessuno, si certifica, però, la verità: gli uomini del Francesco Padre sono stati assassinati”. Kaire(Ischia) fa riferimento, invece, alla “vicenda che ha coinvolto i pazienti della struttura residenziale ex Villa Orizzonte”. La Guida (Cuneo) si occupa del “nuovo piano ospedaliero”.
Attualità ecclesiale. Non manca l’attualità ecclesiale. Lo stile di Francesco conquista e Vittorio Croce, direttore della Gazzetta d’Asti (Asti) dice: “Per noi astigiani, in questo primo anno e mezzo di Papa Bergoglio, c’è stata, oltre all’ascolto come tutti, anche la ricerca delle sue origini nostrane”. Dal Sinodo, ricorda Marco Iasevoli, direttore di inDialogo (Nola), viene “la conferma sostanziale e non solo verbale della vicinanza e dell’abbraccio della Chiesa anche alle famiglie che non vivono la ferita della separazione e delle relazioni lacerate, ma che allo stesso tempo affrontano enormi difficoltà materiali, spirituali ed educative”. A chi sostiene che “Papa Francesco e lo Stato, in simultanea, lavorano per il divorzio rapido”, risponde Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia): “Papa Francesco esprime soltanto un’idea cristallina, incontestabile: cara Rota, se devi accertare, accerta presto, non dopo 15 anni, quando i ricorrenti da giovani sono diventati vecchi, anche per costruire nuove famiglie, e fallo senza gravarli di costi”. “Mentre si concludeva la settimana sulla ricerca sul cancro Papa Francesco autorizzava la pubblicazione del decreto sulle virtù eroiche di un ragazzino di 12 anni morto di cancro. Il piccolo Silvio Dissegna (1967-1979) sarà venerabile. Anche lui ha detto il suo ‘io ci sono’ (slogan per la settimana di ricerca) offrendo le sue sofferenze per i sacerdoti, i missionari e la salvezza dei peccatori”, fa notare Enzo Gabrieli, direttore di Parola di Vita (Cosenza-Bisignano). Sui martiri cristiani riflette Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste): “Di cristiani così – vescovi, sacerdoti, religiosi, mamme e papà – ce ne sono tanti. E dovremmo essere orgogliosi di loro, dovremmo farne degli esempi, dovremmo gioire di essere cristiani come loro”. Ricordando “la barbara uccisione di una coppia di giovani sposi di fede cristiana in Pakistan”, Luigi Lamma, direttore di Notizie (Carpi), afferma che “occorre mettere in atto azioni concrete sul piano culturale e politico perché questi fatti non accadano più. A cominciare dalle comunità islamiche che vivono in occidente e che tanto possono fare verso i Paesi di origine”. Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), osserva: “Di per sé, dovrebbe essere tutta la chiesa a dare una vera testimonianza di vita evangelica”. La Vita Alessandrina scrive sul mandato ai catechisti che si è svolto sabato scorso presso l’Istituto “Maria Ausiliatrice”. di Gigliola Alfaro per Agensir

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