Home Diocesis PAPABOYS CALABRIA Mons. Galatino: Pasqua è la festa della vita ritrovata

Mons. Galatino: Pasqua è la festa della vita ritrovata

Pubblicità

mons_Nunzio_Galantino-642x336CALABRIA – CASSANO ALLO IONIO – “A sentire atei e agnostici di professione, noi cristiani – che facciamo iniziare la nostra avventura con la Pasqua – saremmo degli illusi. E, forse, il modo scialbo e senza entusiasmo, che accompagna certa nostra testimonianza al Signore Risorto, giustifica questo giudizio”. Lo ha sostenuto, ieri mattina, monsignor Nunzio Galantino, vescovo di Cassano all’Jonio e segretario generale della Cei, nella Messa di Pasqua. “Chi si lascia raggiungere e avvolgere dalla luce” dell’annunzio che Cristo è risorto – ha detto il vescovo – “sperimenta il miracolo di una vita ‘rimessa in corsa’, perché la Pasqua è essenzialmente questo: festa della vita ritrovata”. Per il presule, “miracolo di Pasqua, anzi il primo miracolo della Pasqua, Gesù lo compie in Pietro che – come si legge nella prima lettura – ‘prese la parola’. Pietro è reduce da un’avventura non esaltante: il tradimento. Ecco il miracolo! Il suo peccato non gli procura una condanna senza appello. Le lacrime hanno sgretolato la sicurezza precedente e gli hanno ottenuto il perdono”. Piaccia o no, ha fatto notare monsignor Galantino, “è tra uomini e donne fatti così che il Signore sceglie i testimoni della sua Resurrezione: uomini e donne consapevoli dei loro limiti e pronti a farsi rimettere in corsa da Gesù”.

Pubblicità

“Se Pietro, grazie alla Pasqua, passa dal tradimento all’annunzio coraggioso fino al martirio – le donne, prime e grandi protagoniste della Resurrezione, vengono costrette dall’esperienza della tomba vuota ad uscire da una logica che è solo di affetto e di pietà, ma che è comunque la logica del ‘non c’è più niente da fare’ e quindi logica di rinuncia e di assuefazione”, ha chiarito il presule. Così “il loro andare di buon mattino al sepolcro e il loro non arrendersi dinanzi alla tomba vuota ci trasmettono il messaggio più autentico della Pasqua”. Perciò, “siamo chiamati a metterci in cerca di tombe vuote per scorgervi presenze ancora vive: giovani che sembrano… spacciati, adulti in disarmo, situazioni familiari sull’orlo del fallimento; siamo chiamati a metterci insieme per ribaltare pietre sepolcrali che impediscono che entri la luce del Risorto”. A partire da quello che è successo a Pasqua “non è possibile, e non è neppure giusto, cercare di incontrare Gesù come si incontra un morto, per quanto illustre. A noi non è permesso parlare di Cristo come si parla di uno del passato”. A partire dalla Pasqua di Resurrezione “veniamo piuttosto spinti a lasciare posizioni da retroguardia per rivestirci dello stile del Cristo risorto; quello stile di vita che i primi testimoni della Risurrezione hanno saputo fare proprio, diffondendolo e pagando di persona”. Fonte: Agensir

Sostieni Papaboys 3.0

Con una piccola donazione di sostegno per il sito, puoi far sì che i nostri contenuti siano sempre più numerosi e migliori nella qualità; vogliamo regalarti ogni giorno parole che annuncino l’Amore e la Speranza di Gesù. Inoltre, sostenendoci economicamente, potremmo creare delle nuove opportunità, sia di collaborazione, sia di lavoro, in un momento storico così difficile. Grazie per quello che potrai fare!

Informazioni Personali

Dettagli Fatturazione

Termini

Totale Donazione: €20.00

SCRIVI UNA RISPOSTA

Scrivi il commento
Inserisci il tuo nome

I nostri social

9,921FansLike
17,749FollowersFollow
9,747FollowersFollow
1,600SubscribersSubscribe

News recenti

La storia di Rosa

Coronavirus. Rosa non ce l’ha fatta! Era stata protagonista con il...

Coronavirus. Rosa è morta, suo marito l'aspettava a casa Non ce l'ha fatta Rosa, il Covid-19 l'ha portata via. Dopo cinquant'anni di matrimonio, Giorgio non...