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Migranti: a Malta vertice tra Ue e Paesi africani

Nuovo naufragio nelle scorse oree al largo della costa turca di Ayvacik, nel mar Egeo. Quattordici le vittime tra cui 7 bambini. Altri 27 profughi sono stati salvati dalla Guardia costiera di Ankara. E in Slovenia l’esercito ha cominciato a disporre filo spinato in alcune zone del confine con la Croazia. A Malta, intanto, si è aperto il vertice tra Unione Europea e Paesi africani. Il servizio da La Valletta di Michele Luppi:

Migranti

90 delegazioni, 45 capi di Stato e di governo in rappresentanza dei 28 Paesi dell’Unione europea e di 35 Paesi africani. Sono questi i numeri del Summit sulle migrazioni de La Valletta che si è aperto ieri pomeriggio a Malta. Il Summit si preannuncia difficile perché molti restano i punti di frizione tra le due parti che dimostrano di essere, ancora una volta, divise al loro interno. Non lo ha nascosto nel suo intervento di apertura il presidente del Consiglio europeo, Donal Tusk, che ha auspicato un confronto “onesto” tra le parti. Un invito raccolto dal presidente dell’Ecowas, la comunità economica degli stati dell’Africa occidentale, Maki Sall, che ha dichiarato: “Siamo venuti in spirito di dialogo”. Guardando ai temi che saranno al centro della due giorni emergono però le frizioni. Sul fronte europeo sembra prevalere un approccio securitario  con il rafforzamento dei controlli e la lotta ai trafficanti per cui l’Europa chiede una maggior collaborazione ai Paesi africani. L’Ue cercherà inoltre un accordo sulla questione dei rimpatri e della riammissione dei migranti a cui verrà negata la protezione umanitaria. Per farlo l’Europa è pronta a mettere sul piatto un Fondo di emergenza da 1,8 miliardi di euro da destinare allo sviluppo dei Paesi africani interessati dalla crisi. Una cifra giudicata insufficiente dalla controparte se paragonata ai 3 miliardi promessi dall’Unione europea alla Turchia. 

Redazione Papaboys (Fonte it.radiovaticana.va)

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